“Da mesi mi viene chiesto perché ho fatto questo film e non ho mai trovato una risposta autentica. Oggi l’ho trovata: volevo tornare, anche solo per un attimo, a questa foto. A mia madre”. Nel giorno degli Oscar, dove È stata la mano di Dio è entrato nella cinquina dei migliori film internazionali, il regista napoletano Paolo Sorrentino pubblica una foto da piccolo, sorridente in auto insieme alla madre scomparsa prematuramente.

“Oggi, dopo due anni di lavoro, con la cerimonia degli Oscar, si chiude il ciclo di questo film” ha esordito nel post pubblicato su Instagram prima di recarsi al Dolby Theatre di Los Angeles per l’inizio della notte degli Oscar.

Sul red carpet, insieme a “suoi” attori (Luisa Ranieri e Filippo Scotti, il giovane attore che impersona Fabietto Schisa, alter ego del regista), con indosso anche un nastro blu con la scritta “Con i rifugiati“. “Anche se siamo qua bisogna pensare a cosa più serie” ha dichiarato Sorrentino in riferimento alla guerra in corso in Ucraina. “Un discorso di Zelensky? Se ci fosse sarei molto contento, mi auguro di sì” ha poi aggiunto ai microfoni di Sky.

 

 

“Significa che sosteniamo fortemente l’Ucraina e siamo con loro”, spiega in riferimento al nastro blu Luisa Ranieri, fasciata in uno sfavillante abito rosso. Oltre a Sorrentino, tra gli italiani, nominati anche Massimo Cantini Parrini per i costumi di Cyrano ed Enrico Casarosa per il miglior film di animazione Luca.

È stata la mano di Dio è uscito nei cinema lo scorso 24 novembre e dal 15 dicembre è in streaming sulla piattaforma Netflix. Sta riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica. È ispirato alla vicenda personale del regista. La “mano di Dio” del titolo è un riferimento alla celebre “mano de dios”, il goal che Diego Armando Maradona segno all’Inghilterra ai Mondiali del 1986. “A me Maradona ha salvato la vita. Da due anni – ha raccontato Sorrentino a Il Corriere della Sera – chiedevo a mio padre di poter seguire il Napoli in trasferta, anziché passare il week end in montagna, nella casetta di famiglia a Roccaraso; ma mi rispondeva sempre che ero troppo piccolo. Quella volta finalmente mi aveva dato il permesso di partire: Empoli-Napoli”. Il giorno dopo Sorrentino tornò nella casa di città quando all’improvviso squillò il citofono. Il futuro regista pensava fosse l’amico passato a prenderlo ma era il portiere del palazzo. “Mi avvertì che era successo un incidente … papà e mamma erano morti nel sonno. Per colpa di una stufa. Avvelenati dal monossido di carbonio”. A prestare il volto ai genitori del protagonista Fabietto, alter ego dell’adolescente Sorrentino interpretato da Filippo Scotti, nel film sono gli attori Toni Servillo e Teresa Saponangelo.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da paolo sorrentino (@paolosorrentino_real)

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.