Il professor Paolo Ascierto ha fatto chiarezza sui dati relativi all’uso del farmaco Tocilizumab su pazienti affetti da Coronavirus e con una forte polmonite. Il ricercatore dell’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, durante il telegiornale di Televomero, ha sottolineato che “Il dato dell’uso del Tocilizumab è positivo, ci sono studi internazionali che daranno ulteriore validità al nostro dato. La terapia riduce la mortalità. L’ipotesi era misurare efficacia valutando il tasso di mortalità a un mese. Pazienti con una condizione grave che muoiono sono il 35%. Con l’uso di questo farmaco il dato scende al 22,4% per cui possiamo dire che riusciamo a salvare il 12% di vite in più“.

Per quanto riguarda i presunti effetti collaterali del farmaco il professore afferma con certezza che “Gli effetti collaterali sono minimi, il farmaco non crea molti problemi“. Inoltre sottolinea che “Il farmaco è stato utilizzato anche su pazienti più giovani, addirittura su di un ragazzo del 1993 trattato al Cotugno anche se la fascia maggiore è degli over 55“.

Per quanto riguarda le riaperture della Fase 2 Ascierto dice che “Il trend dei numeri è positivo già da una decina di giorni ma ci sono due momenti cruciali: dopo il 20 maggio, e agli inizi di giugno. Entrambi questi momenti risentiranno delle riaperture del 4 e del 18 maggio e a quel punto potremmo valutare in maniera migliore cosa fare questa estate“.

In merito alle possibile seconda ondata dell’autunno Ascierto dice che “Nella storia delle infezioni virali c’è una seconda ondata autunnale ma si conosce poco di questo virus e bisogna vedere i numeri. E’ comunque da tenere in conto la possibilità che ci possa essere“.

Infine il professore sottolinea che “I numeri bassi sono il frutto del lockdown e del fatto che evidentemente siamo stati bravi. Gli sport non potranno essere ripresi come li concepiamo noi, e cioè con gli stadi aperti. Se facciamo tamponi di frequente agli atleti si potrebbe fare un ragionamento soprattutto se i numeri continuano a scendere“.

Infine però si dice preoccupato per “Il numero alto degli infetti in Lombardia anche se quelli in terapia intensiva stanno calando. La mobilità inter-regionale preferisco sia non su tutto il territorio ma magari parziale tra le regioni con meno casi di contagio“.