Ormai è noto, la finale di Champions League si giocherà alle 18:00 alla Puskas Arena di Budapest, e non alle 21:00 come di consueto. Questa scelta è stata fatta dalla Uefa per garantire la visione a più tifosi possibili, sia allo stadio che da casa, ma in Italia la diretta di Psg-Arsenal resta un’esclusiva della pay-tv. L’evento in chiaro sarà disponibile sono una volta terminato. Questa decisione da parte dei vertici del calcio europeo ha alimentato non poche polemiche da parte di chi, giustamente, lamenta il fatto di non poter seguire la partita neanche dal divano di casa sua.

La finale che non si vedrà in chiaro

Per il pubblico italiano, ci sono due novità: la finale di Champions League sarà in diretta a pagamento solo su Sky, mentre in chiaro sarà disponibile solo in differita, alle 21:oo, su Tv8. Questo, non è un dettaglio secondario, anzi, segnala una tendenza ormai chiara: l’evento resta popolare come rito, ma la diretta è diventata un privilegio da pagare. E la trasmissione in chiaro, quando arriva, è vista spesso come una consolazione, utile, ma già un po’ metabolizzata.

In passato, la finale di Champions ha avuto una presenza più ampia in chiaro, ma la combinazione tra esclusiva pay e partite free è diventata sempre più frequente, specialmente nelle ultime stagioni, a ogni rinnovo dei diritti televisivi. Stavolta, però, la sovrapposizione con il nuovo orario rende tutto più coerente. In realtà, nemmeno l’eventuale presenza di una squadra italiana in finale avrebbe imposto automaticamente la diretta in chiaro. Il punto centrale è un altro: la UEFA non ha semplicemente deciso di anticipare il calcio d’inizio, ma sta ridefinendo anche il modo in cui il grande calcio viene consumato dal pubblico. Meno ritualità da notte inoltrata e più logica da grande evento televisivo, pensato per adattarsi a nuove abitudini e tempi diversi.