I decessi a causa del Covid stanno calando in tutto il mondo ma ci sono due aree dove questo dato è in controtendenza: Mediterraneo orientale e Sudest asiatico dove spicca il boom dell’India che è alle prese con la variante di Omicron ‘Arturo’, il cui nome ufficiale è XBB.1.16, che è finita sotto i riflettori anche sui social, tanto da meritarsi il nome che rimanda a una delle stelle più luminose del firmamento.

Arturo fa registrare un +251 per cento di casi in 28 giorni nell’ultimo bollettino diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità. Frena invece la crescita dei contagi in Europa. Complessivamente, a livello globale nel periodo dal 20 febbraio al 19 marzo sono stati segnalati oltre 3,7 milioni di casi e oltre 26mila decessi, pari a -31% e -46% rispettivamente rispetto ai 28 giorni precedenti. Al 19 marzo, da inizio pandemia sono oltre 760 milioni i contagi confermati e oltre 6,8 milioni le morti.

La nuova versione del virus, segnalata per la prima volta nel gennaio 2023, è complessivamente il 49% delle sequenze di XBB.1.16 finora caricate sul database globale Gisaid. Secondo gli esperti, l’impennata di infezioni legate a questa variante, che ha rapidamente sostituito le precedenti nelle aree in cui si è diffusa, non dovrebbe comunque causare ondate di Covid paragonabili a quella che nel gennaio 2022 ha travolto il Paese asiatico.

La nuova variante è finora la più contagiosa in India, ed è nata dalla ricombinazione di due versioni di Omicron la cui rapida diffusione sembra suggerire la spiccata capacità di sfuggire agli anticorpi indotti da infezioni causate da varianti precedenti. I dati della rete indiana di laboratori per il sequenziamento del genoma del coronavirus Sars-Cov-2, indicano che la maggior parte degli isolati di XBB.1.16 proviene dal Maharashtra e che gran parte dei casi sono stati rilevati poche settimane fa. L’India non è però l’unico Paese dove questa nuova variante si è diffusa. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il primo caso è stato identificato in Cina e, al momento, almeno altri 17 Paesi, tra cui Canada e Singapore, sono sotto osservazione.

Arturo non sembra comunque causare forme più gravi di malattia. In India la gran parte della popolazione è stata infettata dalla variante Delta nel 2021 e poi dalla variante Omicron nel 2022, per cui è stata esposta ad almeno due varianti. Gli esperti temono tuttavia che con la crescita dei contagi possano aumentare le complicazioni dell’infezione – come infarti ed ictus –, specialmente nelle persone anziane, con comorbidità e alto rischio di malattie gravi.

“È un argomento per scienziati da social o da bar – ha affermato all’Adnkronos Matteo Bassetti, direttore Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova –. Nessuna variante Omicron ha finora aumentato patogenicità o gravità del Covid. Non lo sta facendo e non lo farà nemmeno Arturo”. Meno ottimista è invece il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano, che ha dichiarato all’agenzia: “Ennesima conferma dell’instabilità notevole del virus: una caratteristica per certi versi perfida, che ha permesso al Covid di fare quello che ha fatto e che, temo, ancora continuerà a fare: creare nuove varianti in grado di schivare l’immunità e di mantenere alta la circolazione virale”.

“La variante Arturo la stiamo studiando, ma quello che sta succedendo in India con un aumento dei casi, da noi non accadrà – ha dichiarato Massimo Ciccozzi, responsabile Unità di statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma –. I dati sui contagi e sulle vaccinazioni che arrivano da quel paese, ricordiamolo, sono parziali. Una nuova variante può fare un piccolo picco ma non farà gli stessi danni in Europa rispetto all’India. Non credo ci possa impensierire”.

Redazione

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