Vent’anni e solo il cielo sa quante maledizioni dei napoletani. Vent’anni e Piazza Municipio è stata riaperta. Diventa fruibile dopo due decenni il tratto che va dalla sede del Comune di Napoli verso il mare. Un’inaugurazione che, però, ha lasciato l’amaro in bocca. La piazza ora è fruibile, ma manca tutto. A partire dalla metropolitana per la quale ci vorranno ancora mesi, a un albero, a un servizio di sicurezza. Insomma, c’è solo la piazza intesa come colata di cemento appena messo. «Dopo tanti anni di lavoro e dopo i tanti milioni di euro spesi, sinceramente non mi aspettavo di restituire ai napoletani questa Piazza, in questo modo – commenta Nino Simeone, presidente della commissione infrastrutture, mobilità e lavori pubblici del Consiglio comunale di Napoli – Non si può consegnare ai cittadini una piazza così importante in queste condizioni. È la porta di ingresso della città di Napoli e da lì partono e arrivano migliaia di turisti, la nuova amministrazione ha riconsegnato ai cittadini una landa desolata, una lingua di cemento priva di qualsiasi servizio». Ciò che si sono chiesti tutti è come sarà possibile passeggiare in quella piazza o attraversarla per raggiungere un altro punto della città quando le temperature aumenteranno e il cemento diventerà incandescente.

Per ora ci sono quattro alberelli appena piantati. «Nei prossimi mesi, con il caldo e senza alcun arredo urbano, la piazza sarà fruibile soltanto ai triatleti o agli Iron man – ha affermato Simeone – A nome del Consiglio comunale, ringrazio Metropolitana spa e chi ha progettato questa grande opera ingegneristica e infrastrutturale, ma in questa fase, un minimo di sistemazione delle aree sovrastanti al cantiere, anche se provvisorie, si potevano e dovevano prevedere». Nel frattempo, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha annunciato che l’idea della nuova amministrazione è quella di animare la piazza con iniziative e attività culturali ed espositive così che diventi uno spazio dove i cittadini si sentano a casa. Inoltre, ai lati della piazza ci sarà anche l’area archeologica che sarà successivamente aperta e dunque rappresenterà anche un’attrazione turistica e culturale significativa. Dal punto di vista del trasporto pubblico, invece, ha fatto sapere che si lavora all’apertura della linea 6 della metropolitana e con il collegamento pedonale che avvicina al porto e alla Stazione marittima.

«Io non ce l’ho con il sindaco – ha precisato Simeone – Ma se non si pensa a questo a cosa deve pensare una buona amministrazione? Sono arrabbiato con chi ha deciso di fare questa inaugurazione e ha tagliato il nastro per riaprire il nulla e anche con chi ha invitato il sindaco. Ho il dovere istituzionale di dire che questa cosa è stata fatta male – continua – Io rappresento i cittadini, non i dirigenti e gli assessori. Ho scritto a Manfredi chiedendo di intervenire subito e di attivare dei servizi. Senza controlli la piazza diventa un campo di calcio. È anche pericoloso – aggiunge – davvero mi chiedo come abbiano potuto pensare di riaprire la piazza». Ma non solo, la spina nel fianco di questa città sono ancora e sempre i trasporti. Recentemente per provare i treni nuovi hanno bloccato quei pochi che ancora passano. In pieno giorno.

«Nelle altre città del mondo queste prove si fanno solo di notte e anche questo dovranno spiegarcelo in consiglio comunale – afferma Simeone – E si dovrà parlare anche di un piano traffico, è assurdo che Napoli non ne abbia uno. L’assessore Cosenza e l’assessore De Iesu dovranno sedersi allo stesso tavolo e stilarne uno. E soprattutto chi ha proposto di rendere pedonale con la Ztl Piazza Dante, deve rivedere questa follia. Perché è solo una follia pensare di poter fare una cosa del genere». Insomma, i napoletani hanno aspettato vent’anni per vedere finita piazza Municipio, potevano aspettare un mese in più ma avere davvero una piazza come si deve. Ci si augura che non dovrà passare lo stesso lasso di tempo per vedere realizzata quella che fino a oggi è stata solo un’utopia: una città con un trasporto pubblico normale.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.