Il tanto agognato Patto per Napoli sta per diventare realtà. Quasi non ci speravamo più e invece il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà in città martedì 29 marzo per la firma dell’accordo con il sindaco Gaetano Manfredi. Il Patto prevede un contributo di oltre 1,2 miliardi di euro (in 21 anni) per Palazzo San Giacomo nell’ambito della ripartizione dei fondi destinati ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane: Napoli, Torino, Reggio Calabria e Palermo. Il Comune dovrà garantire almeno un quarto del contributo con entrate proprie, fino al 2043. Tra le leve previste dal piano c’è l’aumento dell’addizionale Irpef comunale dello 0,1% dal 2023.

L’incontro tra il premier e Manfredi dovrebbe tenersi in mattinata al Maschio Angioino. A seguire il presidente del Consiglio dovrebbe tenere altri appuntamenti in città, molto probabile una sua visita nel Rione Sanità e un incontro con padre Antonio Loffredo, promotore di numerosi progetti di valorizzazione del quartiere popolare napoletano. Ora, Draghi sarà a Napoli, un segnale di attenzione sicuramente molto forte verso la città e il sindaco che la guida, sperando non si riduca a una passerella. Il problema restano le idee e i progetti concreti per la città: una pioggia di denaro non serve a nulla se poi non si è in grado di spenderlo bene. L’ex rettore della Federico II accettò di candidarsi a primo cittadino di Napoli solo dopo aver avuto la certezza che il Patto per Napoli diventasse realtà.

Questo perché le casse del Comune sono in rosso che più rosso non si può, perché la città cade a pezzi, perché la macchina amministrativa comunale non funziona in nessun ambito (riscossione delle multe, gestione del patrimonio immobiliare, pagamenti del suolo pubblico e così via). In questi primi mesi del suo mandato Manfredi, infatti, non ha fatto altro che ripetere che senza i soldi di Roma nulla poteva essere fatto a Napoli. Bene, ora i soldi arriveranno: niente più alibi. Roma invia il denaro, al sindaco e all’amministrazione il compito di trasformare Napoli in un città normale.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.