Ha cominciato a svuotarsi l’hotspot di Pozzallo. Ad annunciarlo è il Presidente della Sicilia Nello Musumeci. “Da stamattina, a quanto apprendo, si è iniziato a svuotare l’hotspot di Pozzallo, dove alle 11 arriverà il nostro team per esaminare l’idoneità dei locali. I ricorsi notificati a mezzo stampa non producono effetti. Ma alzare la voce, a tutela della salute pubblica, evidentemente si. Vedremo se in qualche giorno si ristabilirà la legalità. Vi tengo aggiornati!”, ha scritto il governatore su Facebook.

I 62 migranti positivi al Covid-19 fino a oggi ospitati all’hotspot di Pozzallo sono stati trasferiti ad altra sede, ha reso noto il sindaco Roberto Ammatuna ringraziando per la collaborazione “quotidiana, continua e riservata con il ministero dell’Interno e con la Prefettura di Ragusa”. Non si specifica dove gli ospiti dell’hotspot saranno trasferiti.

Il Viminale ieri aveva avvertito come l’ordinanza del governatore siciliano per svuotare hotspot e centri di accoglienza intervenisse “su una materia che non è di competenza della Regione, affrontando una questione di esclusiva competenza statale”. Il ministero dell’Interno aveva anche fatto notare come dallo scorso luglio fossero stati trasferiti in altre regioni circa 350 migranti sbarcati sulle coste siciliane e ospitati nei centri di accoglienza dell’isola. Secondo media locali il Viminale impugnerà l’ordinanza del governatore al Tar.

Musumeci aveva comunque rilanciato accusando il governo di trovare la soluzione nella creazione di “campi di concentramento”. E a SkyTg24 è tornato sul conflitto con l’esecutivo. “Tra qualche ora – ha detto – ci rivolgeremo alla magistratura, ed è triste e disarmante constatare come due articolazioni dello Stato, governo centrale e governo regionale, debbano ricorrere alla magistratura per riaffermare un diritto sacrosanto che è il diritto alla salute”. E poi ha aggiunto: “Il governo centrale, che ha avuto notificato il provvedimento, non ha ritenuto di dover dare disposizioni alle forze dell’ordine e alle Prefetture per poter sgombrare i centri d’accoglienza in Sicilia, ma al tempo stesso entro le 48 ore non ha provveduto a impugnare l’ordinanza. Il che significa che ci troviamo davanti ad una palese omissione, perché le precedenti due ordinanze le Prefetture le avevano regolarmente osservate”.

IL SINDACO DI LAMPEDUSA – Sull’ordinanza è intervenuto anche il sindaco Totò Martello: “Il valore di questa ordinanza è di smuovere, se ci riesce ma non mi pare, il governo sul problema delle migrazioni. Non dico se sia giusta o sbagliata l’ordinanza. Dico che questa ordinanza ha avuto il compito di svegliare il governo afflitto da un silenzio assordante. Però se noi chiudiamo l’hotspot, quando ci saranno nuovi arrivi spontanei i migranti dove andranno? Questo è perché non c’è programmazione e pianificazione”, ha detto il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, intervenendo ai microfoni de L’Italia s’è Desta, trasmissione su Radio Cusano Campus. “Tutti i governi hanno fallito – ha aggiunto Martello -. Porti chiusi di Salvini? La situazione era uguale, identica. C’era giusto più esposizione mediatica”. A Lampedusa, secondo il Giornale di Sicilia ci sarebbero circa mille migranti. A Pozzallo, fino a ieri, 200. A Caltanissetta 400. A Messina 350. A Trapani 150. Situazione incandescente a Lampedusa.

IL MEDICO DI LAMPEDUSA – “In Sicilia, in questo momento, non c’è nessuna emergenza migranti che non possa essere gestita ma il governatore Musumeci preferisce fare propaganda sulla pelle delle persone”. Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e europarlamentare, in un’intervista a Immagina commenta l’ordinanza del governatore della Sicilia – già bocciata dal Viminale – di chiudere gli hotspot dell’isola, svuotandoli dai migranti ospitati: “Un atto illegittimo e senza alcun valore, che non risolve in alcun modo la questione”. Bartolo ha condannato misure populiste e di destra – “abbiamo già visto affrontare il problema con le ricette delle destre e sappiamo quali sono i risultati: quando sono stati chiusi gli Sprar, i migranti sono stati buttati in mezzo alla strada” – e ha osservato come la Sicilia sia ultima per tamponi fatti in Italia –  “in pratica gli unici ad essere controllati sono proprio i migranti che arrivano sulla nostra isola a cui viene immediatamente fatto il tampone”.