“Secondo me il problema dei problemi è la durata dei processi, non la prescrizione”. L’ex magistrato del pool di Mani Pulite Gherardo Colombo interviene sul tema della giustizia che fa litigare il governo, grillini e renziani in primisi, in particolare sulla prescrizione presente nella riforma Bonafede che prevede uno stop dopo la sentenza di primo grado.

Intervenendo ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus, l’ex collega di Piercamillo Davigo, quest’ultimo grande sponsor assieme a Marco Travaglio della legge sulla prescrizione in vigore dallo scorso primo gennaio, fornisce una soluzione ‘alternativa’ per risolvere la grana della durata dei processi.

“La domanda che dobbiamo farci è come riuscire a ridurre i tempi – spiega Colombo -. Io credo che la prescrizione non c’entri con questo. Bisognerebbe procedere ad una depenalizzazione molto estesa. In Italia quasi ogni trasgressione costituisce reato. Sembra che ormai il processo sia diventato un procedimento in cui conta forse soltanto l’efficienza piuttosto che gli aspetti di garanzia”.

Per l’ex magistrato “bisognerebbe prima di tutto cominciare ad investire sull’educazione, i cittadini italiani trasgrediscono un po’ troppo. Se si riducesse il numero dei reati, la giustizia funzionerebbe meglio. Cercare di risolvere la situazione attraverso uno strumento inappropriato significa semplificare e la semplificazione non produce grandi risultati. L’ideale sarebbe riuscire a realizzare la Costituzione, la democrazia non può essere basata sulla paura”.

Infine una stoccata alla domanda sugli italiani popolo di giustizialisti. “Gli italiani generalmente inneggiano alla legalità altrui”, precisa infatti Colombo.