“La norma sulla prescrizione per me è giusto che ci sia perché è il segnale che in Italia le verifiche giudiziarie si completano con assoluzione o condanna“. E’ quanto ribadisce il premier Giuseppe Conte a margine della conferenza del traffico nella sede Aci di Roma. Dopo le parole pronunciate ieri dal leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio, il presidente del Consiglio tira dritto sulla riforma della prescrizione anche se manca l’intesa con l’altro alleato di Governo: il Partito Democratico.

“Rispetto alla soluzione che entra in vigore a gennaio 2020 per cui la prescrizione viene meno dopo una sentenza di primo grado, ho detto – spiega Conte – che non c’è un particolare rischio immediato perché semmai i nodi verrebbero al pettine laddove sarà accertato il reato. Quindi stiamo parlando degli anni a venire. Questo non significa che non ci sia necessità di assicurare un sistema di garanzie adeguati per rispettare il vincolo costituzionale della durata ragionevole dei processi”.

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Intesa lontana con il Pd così come sottolinea il vicesegretario ed ex ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Sono assolutamente d’accordo con Conte quando dice che per la prescrizione il problema è trovare un bilanciamento nell’ambito del processo. Al momento, però, le soluzioni prospettate non sono adeguate”. La soluzione per i democratici sarebbe quella di inserire una norma volta ad accelerare i processi. Il prossimo vertice di maggioranza non è stato ancora stabilito: “Non c’è un giorno ancora fissato -ha detto il Guardasigilli, Alfonso Bonafede– comunque stiamo continuando a valutare le prospettive per una soluzione per poter portare avanti la riforma sul processo penale”.

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Intanto Forza Italia prova a far ‘ragionare’ il Partito Democratico chiedendo il sostegno del ddl Costa che di fatto ‘smonta’ la riforma della prescrizione. Lo stesso deputato azzurro, Enrico Costa, prova a convincere i dem: “Il Pd, che ha alzato le barricate, rischia di perdere la faccia. Giovedì la conferenza dei capigruppo esaminerà la richiesta di Forza Italia di far approdare con urgenza in aula la nostra proposta di legge: è richiesta l’unanimità, che ovviamente non ci sarà. Allora sarà l’aula a votare, probabilmente la prossima settimana. Capiremo così chi sono i complici dei 5 Stelle nel far entrare in vigore un simile obbrobrio”.

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