«Ciao America, sono Amy Klobuchar e batterò Donald Trump». La senatrice del Minnesota ha sentito il bisogno di presentarsi di nuovo nel discorso di ieri ai suoi seguaci, dopo la notizia dei risultati delle primarie nel New Hampshire che la vedono terza dopo Bernie Sanders e Pete Buttigieg. È lei, infatti, la sorpresa di questo round della competizione tra i candidati democratici, ma resta ancora semisconosciuta alla gran parte della popolazione americana. Tuttavia, come spiega Caitlin Hu della Cnn, «nello strano gioco di aspettative che alimenta la corsa per le primarie, il vincitore non è sempre l’unico vincitore». Nel New Hampshire il vincitore è Bernie Sanders, con 4 mila voti di vantaggio su Buttigieg, ma con lo stesso numero di delegati: nove. Subito dopo la Klobuchar con 6 delegati.

Bisogna ricordare però che, nelle primarie del 2016, Bernie Sanders aveva vinto, proprio qui nel New Hampshire, con ben 20 punti percentuali di distacco rispetto a Hillary Clinton, mentre questa volta non sono neanche due i punti che separano il senatore del Vermont (26%) da Pete Buttigieg (24%). Inoltre, la Klobuchar fino a pochi giorni fa era un outsider, dietro Elizabeth Warren e Joe Biden. Il risultato ha capovolto le gerarchie: i due rivali sono finiti nella polvere, rispettivamente quarta e quinto, senza conquistare alcun delegato. Per questo i giornali americani parlano di Klomentum, cioè il momento della Klobuchar, 59 anni, nata a Plymouth (Minnesota) ed eletta in Senato nel 2006. Nel giorno dell’annuncio della sua candidatura, sotto la neve di Minneapolis, aveva pronunciato un discorso caloroso focalizzato sulla necessità di «prendersi cura» della democrazia americana e sulla tutela del diritto dei cittadini all’assistenza sanitaria.

La sua prestazione nel confronto televisivo dello scorso venerdì 7 febbraio è stata considerata la più convincente, tanto da attirare nuovi consensi. Dopo i risultati modesti della Warren – con la quale condivide l’endorsement ricevuto dal New York Times – sembra diventare, di fatto, l’unica donna ancora potenzialmente in corsa. Tra le sue carte vincenti, l’approccio bipartisan rispetto a una serie di tematiche trasversali e le posizioni più moderate rispetto ad alcuni dei suoi concorrenti democratici.

«Amy Klobuchar sta sulla cresta dell’onda: capace di radunare le folle nel corso del fine settimana, ha raccolto online oltre 3 milioni di dollari in 48 ore, mentre i sondaggi la davano in salita. Potrebbe essere la candidata più tosta tra quelli rimasti nel centro democratico, proporsi come l’opzione migliore per chi non si sente a proprio agio con la svolta a sinistra del partito e puntare sulla capacità di attrarre voti nel Midwest». A parlare è Nick Corasaniti del New York Times. Che però avverte: «Le cose si faranno difficili per lei in Nevada e nella Carolina del Sud, e poi, più avanti, in occasione del Super Tuesday di marzo.