Inizia con suspense la corsa del Partito democratico americano per la Casa Bianca. Nei caucus in Iowa, infatti, la macchina elettorale dem si inceppa provocando il ritardo nella diffusione dei dati per incoronare il candidato vittorioso nelle primarie. Ufficialmente si parla di “contraddizioni” nei voti: la conta delle preferenze è così cominciata manualmente con i vertici democratici lesti a negare “intrusioni hacker” nel sistema elettorale. Il risultato così slitta procedendo con una conta manuale. Ma qualcuno rivendica di essere in vantaggio: è Bernie Sanders afferma di essere in testa, insieme a Pete Buttigieg, secondo i dati al momento in suo possesso.

L’Iowa ha una minuscola percentuale dei delegati necessari a conquistare la nomination, ma ha un peso in quanto sorta di “culla” delle primarie. Un cattivo risultato nel piccolo Stato del Midwest può comportare la riduzione dei fondi o minor sostegno in altri Stati, così come un buon esito può dare spinta altrove. In passato la vittoria dei caucus in Iowa è stata chiave per la conquista della nomination, dando la prima indicazione della forma che potrà prendere la campagna elettorale. Tra una settimana toccherà allo Stato del New Hampshire esprimersi sulle primarie.

I RISULTATI – Nei caucus repubblicani, invece, facile vittoria per l’attuale presidente americano Donald Trump che ha sconfitto l’ex membro del Congresso Joe Walsh e l’ex governatore del Massachusetts Bill Weld. Il presidente Donald Trump infatti è il vincitore dei caucus repubblicani in Iowa in vista delle presidenziali 2020, in un voto largamente simbolico perché non affrontava significativa opposizione. La campagna elettorale del magnate ha usato l’Iowa per testare la sua forza organizzativa, dispiegando ministri, alti funzionari del partito e familiari di Trump. E’ insolito che caucus del genere si svolgano nello Stato, con un inquilino della Casa Bianca come candidato. Nel 1992 e 2004 la consultazione fu cancellata.

I risultati dei caucus in Iowa sono “ancora incerti”, “non conosciamo tutti i risultati ma questa notte ci ha già mostrato che gli americani bramano un cambiamento strutturale”. Così la candidata alle primarie Dem, la senatrice Elizabeth Warren, che in un discorso ha ampiamente criticato il presidente Donald Trump. “I valori di chi è presidente importano e l’unica cosa cui Donald Trump dà valore è Donald Trump”, ha affermato, il repubblicano ritiene che “il governo sia uno strumento per arricchire sé e i suoi amici, a spese di chiunque altro”. Ha aggiunto: “Se potete immaginare un’America dove le persone, non il denaro, vengono prima, allora questa campagna fa per voi”. Mentre l’esito dei caucus non è chiaro, ha detto anche: “Stanotte siamo un passo più vicino a vincere la sfida per l’America che crediamo possibile”.

E’ tempo di “ricostruire la spina dorsale di questo Paese”, “tutto in questa nazione è in gioco” e noi “abbiamo scelto la speranza invece della paura”, “la scienza invece della fiction, l’unità invece della divisione, la compassione invece della crudeltà. E, più importante di tutto, la verità invece delle menzogne”. Così l’ex vice presidente Joe Biden, commentando i caucus in Iowa, di cui non si conoscono ancora risultati, che hanno aperto le primarie Dem in vista delle presidenziali. Biden ha dichiarato il successo della propria campagna, dicendo: “Ci sentiamo bene a proposito di dove siamo, quindi ora si passa al New Hampshire”, “usciremo da qui con la nostra quota di delegati”. In precedenza, l’ex vice presidente aveva detto di non considerare necessario vincere in Iowa per ottenere la nomination, ma di voler evitare un cattivo risultato.