A due giorni dal verdetto della giuria di Fairfax, in Virginia, che hanno riconosciuto come diffamatorie le accuse lanciate da Amber Heard contro l’ex marito Johnny Depp in un editoriale del 2018 sul Washington Post, le polemiche non si placano.

Per il legale dell’attrice, Elaine Bredehoft, i giochi sono infatti tutt’altro che chiusi. L’avvocato ha infatti annunciato in una intervista concessa al programma Today di NBC che ci sarà “sicuramente” un ricorso in appello contro la condanna al maxi risarcimento.

Amber Heard infatti, a causa dell’immagine rovinata dal processo e dalle accuse reciproche con l’ex marito, non è “assolutamente” in grado di pagare la cifra stabilita per il risarcimento dei danni all’ex marito, fissata a 10,4 milioni di dollari.

Nel verdetto di mercoledì Heard era stata condannata al pagamento di 10 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni e altri 5 come danni “punitivi”. Questi ultimi sono stati poi ridotti a a 350.000 dollari, il massimo previsto dalla legge nello stato della Virginia. A sua volta Depp è stato condannato al pagamento di 2 milioni di dollari nei confronti dell’ex moglie, perché ha perso in uno dei tre punti che gli venivano contestati.

Nell’annunciare ricorso, Bredehoft fa riferimento in particolare a presunte “montagna di prove” che i sette componenti della giuria non avrebbero preso in considerazione, tra cui alcune cartelle cliniche dell’attrice che avrebbero mostrato “uno schema risalente al 2012” in cui Heard avrebbe confidato la situazione in cui si trovava al suo terapeuta.

Ma sotto accusa è finito anche il clima mediatico, con tv, giornali e social che hanno ‘sciacallato’ sulla vicenda puntando il dito in particolare contro l’attrice, influenzando così il verdetto finale e trasformando l’aula di tribunale “in uno zoo”.

La delusione dell’attrice era emersa chiaramente anche subito dopo la pronuncia dei giurati. “Avevo portato una montagna di prove, ma non sono state abbastanza per resistere alla sproporzionato potere e influenza del mio ex marito“, aveva sottolineato Heard osservando che il verdetto rappresentava “un ritorno all’epoca in cui una donna che avesse osato parlare contro la violenza domestica veniva pubblicamente umiliata”.

Dalla parte di Heard, in vista dell’appello, c’è la sentenza del processo affrontato da Depp a Londra contro il tabloid The Sun, che lo aveva chiamato “wife-beater”, picchiatore di moglie. Le prove in quel caso erano sostanzialmente le stesse, così come gli episodi contestati: ma in Inghilterra il giudice aveva sentenziato che il giornale aveva ragione, condannando l’attore. 

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.