Vladimir Putin pronto a ritirarsi dalla politica? E’ lo scenario che mette nero su bianco il tabloid britannico ‘The Sun’ che cita fonti russe. A causare l’addio alla politica dello Zar sarebbe l’aggravarsi delle sue condizioni di salute: Putin soffrirebbe del morbo di Parkinson. Tesi che trova sostegno anche nelle parole del politologo Valery Solovei, ex professore all’Istituto Statale di Relazioni Internazionali di Mosca e poi allontanato perché considerato troppo critico col Cremlino.

Il fondatore del movimento Perimen ha spiegato ai microfoni dell’emittente Eco di Mosca che Putin dovrebbe annunciare le dimissioni il prossimo gennaio: “Putin ha intenzione di rendere pubblici i suoi piani di transizione a gennaio – ha detto Solovei – Prevedevano l’inizio di questo processo ad agosto e implicavano l’unione con la Bielorussia. Ma le proteste hanno sconvolto questi piani”. Solovei fa anche i nomi dei possibili successori, tra cui Dmitry Medvedev e “la figlia di Putin Ekaterina Tikhonova“.

Una tesi smentita seccamente dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: “Non ha intenzione di dimettersi”, ha detto Peskov, citato dall’agenzia russa Tass, “è in ottima salute”. Sull’articolo pubblicato dal tabloid britannico Sun, Peskov ha detto che “non c’è molto da commentare”, “sono solo sciocchezze. Il presidente sta bene”.

Ma più media internazionali si stanno in realtà interrogando sulle reali condizioni di salute di Putin: il riscontro alle parole del ‘The Sun’ arriverebbe dagli ultimi filmati disponibili del presidente russo, in cui appare con gambe tremanti, cercando sostegno afferrando il braccio di una poltrona e sembrando in generale malfermo. Tutti indicazioni che fanno pensare ad un possibile Parkinson, anche se Solovei parla di una patologia più grave, non indicata, che se non curata adeguatamente potrebbe impedirgli di svolgere le sue funzioni oltre il 2021. È inoltre da ‘mettere agli atti’ che lo Zar dallo scoppiare della pandemia di Coronavirus vive in totale isolamento partecipando alle riunioni da un bunker.

Nell’ottica della situazione di salute del presidente andrebbero lette quindi i due disegni di legge presentati alla Camera bassa russa su iniziativa dello stesso Putin, due salvagenti per lo Zar. Il primo gli garantirebbe l’immunità a vita modificando l’attuale legge che la prevede solo durante l’esercizio dell’incarico, il secondo invece prevede che ogni presidente russo diventi automaticamente senatore a vita.