La corsa al vaccino anti-covid è diventata una specie di questione nazionalista. Ogni nazione ha annunciato di stare lavorando al suo, chi di essere più vicino alla svolta chi di essere arrivato al test. Poi, come successe per la corsa allo spazio, è arrivato l’annuncio di Putin: “La Russia ha il vaccino contro il Covid-19”. Non a caso è stato battezzato ‘Sputnik V‘, in riferimento al lancio del satellite sovietico. Per i russi è talmente efficace che Putin ha deciso di testarlo su una delle sue figlie.

Ma l’Organizzazione Mondiale di Sanità ha più volte messo in guardia da questa gara tra nazioni, invitando tutti a porre particolare attenzione sulla qualità dell’offerta sanitaria e non sul prestigio nazionale o addirittura di interessi nazionali. Tanto che a poche ore dall’annuncio di Putin l’OMS ha dichiarato che il vaccino dovrà essere sottoposto a “rigorosi esami e valutazioni di tutti i dati richiesti sulla sicurezza e l’efficacia prima di ottenere l’approvazione dell’Organizzazione mondiale della sanità”. Parola di Tarik Jasarevic, portavoce dell’Oms durante la conferenza stampa odierna a Ginevra.

TEST DI SICUREZZA – L’Oms guarda con evidente sospetto alla nascita di Sputnik V. Putin lo ha promosso come sicuro ed efficace per la produzione e l’inoculazione di massa ma prima di aver compiuto i cosiddetti test di sicurezza su larga scala di fase 3, che di solito richiedono mesi. Si tratta di un passaggio che serve a verificare l’efficacia del vaccino in un campione quanto più ampio possibile e a valutare effetti collaterali rischiosi.

L’EFFICACIA DEI VACCINI– Gli esperti spiegano che non tutti i vaccini sono ugualmente efficaci. Alcuni, come le varie versioni del vaccino anti-influenzali stagionale, sono quantomeno mediocri in termini di protezione garantita, altri, eccellenti, ad esempio quello antipolio messo a punto da Jonas Salk egli anni Cinquanta, hanno impiegato tempi lunghi per fornire un’immunità estesa a tutta popolazione.

DUBBI ETICI – Dopo i dubbi scientifici, Sputnik V desta anche dubbi etici. Di storie sui funzionari russi se ne sono sentite tante, ma certamente quelle più preoccupanti riguardano il modus operandi soprattutto nella ricerca. Alla fine di maggio l’Associazione russa delle organizzazioni di sperimentazione clinica – dopo che il numero uno dell’Istituto Gamaleya aveva detto che lui e i suoi colleghi avevano provato il vaccino su loro stessi – i primi test hanno rappresentato una “grossolana violazione” delle norme sulla ricerca da parte di scienziati sottoposti a un’immensa pressione per “favorire il potere”. Anche i test sui volontari, compresi membri delle forze armate, hanno sollevato questioni etiche, ad esempio se alcuni fossero stati messi sotto pressione per partecipare al trial o si fossero sentiti costretti a non descrivere gli effetti collaterali, alla luce della diversità di risposte tra militari e civili.

EFFETTIVA UTILITA’ DEL VACCINO – Il dubbio più grande riguarda l’effettiva utilità del vaccino. Gli scienziati russi hanno espresso la speranza che la risposta anticorpale possa durare fino a due anni, ma non hanno prove decisive a sostegno di questa che è a tutti gli effetti solo una speranza. Poco si sa su quanto tempo durano gli anticorpi contro il coronavirus nel corpo, quale protezione conferiscono o per quanto tempo. Nè è chiara la protezione che fornirà ai più vulnerabili. Esiste il pericolo che un vaccino solo parzialmente efficace dia ai governi e alle persone la falsa speranza che la pandemia sia quasi finita e provochi una revoca troppo frettolosa delle misure di confinamento e protezione.

IL PERICOLO DI UN VACCINO MEDIOCRE – Sono tantissimi gli insegnamenti che arrivano dal passato, anche sui temi della gestione di pandemie e vaccini. “Dobbiamo prepararci all’idea potremmo non avere un vaccino molto buono. La mia ipotesi è che la prima generazione di vaccini possa essere mediocre”, ha detto Michael Kinch, un esperto nello sviluppo di farmaci, al Washington Post a proposito del confronto tra lo sviluppo dei primi vaccini Covid-19 e i primi farmaci per l’HIV. Poi ci sono le storie degli incidenti come in occasione della Poliomelite, quando un lotto di vaccino prodotto in modo improprio fece ammalare le persone invece di immunizzarle. E se il vaccino non fosse buono e portasse a peggioramenti, la fiducia delle persone verrebbe completamente meno creando il doppio dei danni.

LA DIFFIDENZA DELLE PERSONE – Questa diffidenza potrebbe crescere e convincere le persone a non vaccinarsi nemmeno una volta trovato il vaccino buono. “La mia paura è che Putin abbia appena ridotto il numero di persone disposte ad assumere un vaccino – ha detto Matthew Schmidt, un esperto di Russia all’università di New Haven, ha detto al Guardian – Prendere scorciatoie in un procedimento scientifico danneggia la percezione della sicurezza dei vaccini. Il problema del vaccino russo è che il modo in cui è stato testato mina la fiducia della gente. Anche se funziona, è improbabile che venga ampiamente adottato nel resto del mondo. Il timore che sia pericoloso potrebbe persino alimentare il movimento anti-vaccino e aumentare il numero di persone che si rifiutano di essere vaccinate perché alimenterà teorie del complotto, negli Stati Uniti e altrove”.