“Non abbiamo intenzione di partecipare all’escalation nucleare”, ha detto l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov intervistato a Porta a Porta. Il colloquio negli studi della trasmissione di Bruno Vespa in giorni di escalation in Ucraina: le forze russe di ritirano, gli ucraini continuano la loro avanzata, il pericolo nucleare viene rinnovato puntualmente ogni giorno. Razov ha anche ricordato l’apertura del Presidente Putin al negoziato con Kiev “ma qualche giorno dopo Zelensky ha emanato un decreto che dice che l’Ucraina non condurrà negoziati con Putin. Evidentemente dobbiamo aspettare un cambio di vedute da parte del presidente ucraino o il cambio del presidente”.

A tenere banco è però la minaccia nucleare: il Presidente degli Stati Uniti Biden ha rinnovato l’allarme la notte scorsa, qualche giorno fa il Times di Londra citando fonti di intelligence agitava la minaccia di un test nucleare di Mosca al confine. “Non vi è alcuna minaccia o ricatto, noi abbiamo una dottrina militare sulla deterrenza nucleare dove viene indicato chiaramente dove è possibile utilizzare armi atomiche da parte nostra. Ovvero che possiamo usare armi nucleari se si crea una minaccia diretta al nostro Stato. Tutto il resto sono speculazioni dei partner occidentali e dei media. Ogni giorno, per lavoro, sfoglio i principali giornali italiani e le fake news sono la cosa più leggera che si possa dire di quello che spesso viene pubblicato, sui mass media occidentali, compresi quelli italiani, vengono pubblicate cose che una persona normale può leggere e ascoltare solo per condanna di un tribunale o in stato di narcosi“.

Da ormai una settimana però sono territorio russo anche quattro Regioni annesse tramite un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale. “Non c’è stata alcuna annessione, noi la chiamiamo adesione”, ha commentato Razov. “Secondo le carte Onu è sancito il principio della possibilità di autodeterminazione dei popoli, che hanno votato un referendum democratico, ed il 99% si è espresso per l’adesione“. L’ambasciatore ha aggiunto che “per otto anni sono morte migliaia di persone nel Donbass” facendo riferimento al conflitto che nell’est del Paese insiste dal 2014, anno di enormi sconvolgimenti quando venne annessa la Crimea e cominciò il conflitto tra Kiev e i separatisti filorussi del Donbass.

“Capisco che sotto l’influenza della propaganda russofoba si possano creare strane immagini ma garantisco che non siamo idioti”, ha detto Razov in merito alle accuse di un sabotaggio da parte di Mosca del gasdotto Nord Stream. “Non so quale sia il problema col gas russo: per 50 anni abbiamo fornito in maniera stabile gas all’Europa e all’Italia senza nessun problema. L’anno scorso, abbiamo fornito 30 miliardi di metri cubi ed eravamo pronti a continuare a fornirlo, ma l’Italia insieme agli alleati europei, ha deciso di liberarsi il più rapidamente possibile dalla dipendenza energetica russa, non è stata una scelta nostra”. Razov vive in Italia da nove anni, ha detto di amare il Paese. “Il governo italiano che si sta formando sarà il settimo durante il mio mandato. La vostra instabilità è il segno della vostra stabilità“.

 

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.