Ci sarebbe il governo di Voldymyr Zelensky dietro l’omicidio di Darya Dugina, figlia del filosofo ultranazionalista russo Alexander Dugin, considerato l’ideologo di Vladimir Putin. A sostenerlo l’intelligence americana, nazione alleata della stessa Ucraina nella guerra in corso dopo l’invasione disposta dal Cremlino il 24 febbraio scorso.

Dugina morì il 20 agosto scorso in seguito a un attentato che provocò l’esplosione dell’auto sulla quale viaggiava, da sola, di ritorno da un festival vicino Mosca. L’obiettivo dell’attentato, secondo poi quanto emerso successivamente,  Stando a quanto rivelano fonti informate al New York Times, gli Usa del presidente Joe Biden “non hanno preso parte all’attacco, né fornendo informazioni né altre forme di assistenza”.

I funzionari riferiscono anche che i servizi Usa non erano a conoscenza dell’operazione, che vedeva probabilmente come obiettivo Dugin e non la figlia, e si sarebbero opposti se fossero stati consultati. Tanto che in seguito i funzionari americani hanno “rimproverato” gli ucraini.

Una indiscrezione che, se dovesse essere confermata, porta gli Stati Uniti a prendere, almeno in questa circostanza, le distanze dal governo di Zelensky che fino ad ora ha sempre supportato, sia militarmente con l’invio di armi che economicamente. I funzionari americani non hanno rivelato quali elementi del governo ucraino siano i mandanti dell’omicidio della Dugina, che aveva 30 anni e lavorava per la tv russa, o se il presidente Voldymyr Zelensky ne fosse al corrente.

Kiev ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento, arrivando addirittura ad attaccare Papa Francesco che aveva condannato il gesto (“povera ragazza, guerra è pazzia”). Interpellato dal prestigioso quotidiano americano il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha ribadito che il governo di Kiev non e’ coinvolto nella morte della figlia dell’ultranazionalista. “In tempo di guerra ogni omicidio deve avere un senso, soddisfare uno scopo specifico, tattico o strategico. Dugina non è un obiettivo né tattico né strategico per l’Ucraina”, ha detto.

Il New York Times sottolinea inoltre che gli americani sarebbero frustrati dalla mancanza di trasparenza dell’Ucraina sui suoi piani militari e clandestini, soprattutto in territorio russo. Mentre il Pentagono e le agenzie di spionaggio hanno condiviso con gli ucraini informazioni sensibili sul campo di battaglia, aiutandoli a individuare i posti di comando russi, le linee di rifornimento e altri obiettivi chiave, gli ucraini non sempre hanno detto ai funzionari americani cosa intendono fare, sottolinea ancora il quotidiano.

 

Redazione