Quando sono scattati gli arresti in Francia per gli ex terroristi rossi lì rifugiati dagli anni ’70, Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura sono fuggiti. Ma oggi Luigi Bergamin e Raffaele Ventura si sono costituiti a Parigi. Lo ha appreso l’ANSA e l’agenzia France Press da fonti inquirenti.

Resta in fuga ancora un ricercato, Maurizio Di Marzio. Bergamin è stato tra gli ideologi dei Pac, il gruppo armato del quale ha fatto parte anche Cesare Battisti, arrestato in Bolivia, nel 2019, ai tempi del primo governo Conte. Bergamin è stato condannato per due omicidi, tra cui quello del macellaio Lino Sabbadin.

Il provvedimento di arresto mette fine della dottrina Mitterand, si è scritto, con l’arresto in Francia di sette ex terroristi di sinistra per i quali l’Italia aveva chiesto l’estradizione.  Gli arrestati sono Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, delle Brigate Rosse, Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua e Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Un’operazione condotta dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e con l’Antiterrorismo della Polizia italiana e con l’esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

Una questione che si è sbloccata a inizio aprile con il colloquio tra la ministra della Giustizia Marta Cartabia e l’omologo francese Eric Dupond-Moretti. Per tutti gli arrestati si ferma il corso della prescrizione. L’operazione chiamata “Ombre Rosse”. Dei 7 fermati, quattro hanno una condanna all’ergastolo: Capelli, Petrella, Tornaghi e Manenti. Per Alimonti e Calvitti, la pena da scontare è rispettivamente 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Pietrostefani deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni.

LIBERI CALVITTI E TORNAGHI – In attesa della lunga battaglia giudiziaria, sono tornati ‘liberi’ Enzo Calvitti e Sergio Tornaghi, arrestati nella retata di ieri. Il primo è potuto tornare nella sua casa di Parigi, il secondo nella regione di Bordeaux. L’orientamento espresso infatti dalla procura francese è di non sottoporre agli arresti in carcere i sette arrestati. “E’ stato riconosciuto il fatto che non c’è rischio di fuga e sono stabiliti in Francia da tanti anni”, ha commentato a Repubblica Jean-Louis Chalanset, avvocato di Calvitti.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.