Si va verso lo slittamento della riapertura in Campania della scuola dell’infanzia e della prima classe della scuola primaria. Oggi, lunedì 23 novembre, è atteso il report delle Asl sui risultati dello screening effettuato, con scarsa affluenza, nei giorni scorsi. Tamponi antigenici a carico della Regione Campania a cui sono stati invitati a sottoporsi, su base volontaria, il personale docente e non docente, i bambini fino a sei anni e i genitori/conviventi (ed eventuali altri figli) della scuola dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria.

La possibile ripartenza, ipotizzata nell’ordinanza numero 90 per martedì 24 novembre, dovrebbe slittare di qualche giorno così come anticipato nella consueta diretta del venerdì dal Governatore Vincenzo De Luca che ha escluso la ripartenza della didattica in presenza già da martedì 24 novembre: “La riapertura della scuola per il 24 era una previsione ma noi non apriremo nulla se non avremo la sicurezza dal punto di vista epidemiologico” ha sottolineato il presidente.

LA DECISIONE: Alunni in classe dal 25 novembre: “Ma libertà a sindaci e presidi”

LA PALLA PASSA A PRESIDI E SINDACI – L’Unità di Crisi Regionale ha comunicato che i Dirigenti Scolastici possono scegliere di mantenere la modalità della didattica a distanza e che i Sindaci possono valutare un prolungamento della chiusura attuale in relazione al contesto epidemiologico locale. Sono diversi infatti i primi cittadini che hanno firmato ordinanze che prevedono la ripartenza della scuola nel mese di dicembre (la maggior parte il 9 dicembre dopo la festività dell’Immacolata).

LA NOTA DELL’ANCI – L’Associazione Nazionale Comuni d’Italia spiega che l’Unità di crisi, al termine di una lunga riunione, ha dato il via al ritorno in aula, da martedì 24 novembre, in presenza degli alunni più piccoli e di quelli delle classi 0-6 di età. Ma potrebbe esserci un piccolo slittamento di 24-48 ore. Questo in quanto i dati dello screening, avviato giorni fa su personale docente e non docente,alunni e familiari coinviventi, insieme al migliorato contesto epidemiologico, hanno convinto gli esperti per un ritorno alle attività didattiche in presenza.
Tuttavia i dirigenti scolastici, qualora lo riterranno opportuno, potranno scegliere di mantenere la modalità a distanza.
Lo stesso vale per i Sindaci. I quali, a seguito della valutazione del contesto epidemiologico locale (e quindi del numero di casi positivi nel loro territorio), potranno adottare misure più restrittive e valutare un prolungamento della chiusura. Le attività di screening perseguiranno nei prossimi giorni per consentire il ritorno in presenza delle classi fino alla prima media (previste per il 30 novembre). Restano attualmente a distanza le lezioni per le scuole superiori di primo e secondo grado e per le altre classe elementari”.

I SINDACI POTRANNO LASCIARLE CHISUE – In una nota diffusa sabato 21 novembre l’Unità di Crisi ha ricordato che “sulla base dei dati e delle relazioni presentate, verranno assunte le decisioni in merito alla riapertura delle attività in presenza delle classi scolastiche prese in esame, fatta salva, in ogni caso, la possibilità per i singoli Comuni di decidere in autonomia in relazione a situazioni di specifica criticità eventualmente presente sui singoli territori. Nel frattempo, è stato stabilito che proseguiranno anche nelle prossime settimane le operazioni di screening estese alle fasce della popolazione studentesca di età più elevata rispetto a quelle coinvolte finora”.

La stessa assessora regionale all’Istruzione Lucia Fortini ha confermato la riapertura senza ansie: “Faremo lo screening senza ansie e senza sottoporre i bambini a stress, se serviranno più giorni va bene” perché “il diritto alla salute viene prima di tutto” ha ricordato nei giorni scorsi.

NUMERDO VERDE IRRAGIUNGIBILE – Sono circa 210mila bambini in tutta la Campania, tra i 154mila della materna e i 57mila della prima classe della primaria. La maggior parte non si è sottoposta, così come il personale docente e non docente, allo screening volontario anche per le difficoltà emerse per la prenotazione al numero verde 800 814 818. “Risulta sempre occupato” è la segnalazione di diversi cittadini. Oppure il messaggio che in tanti hanno ascoltato è il seguente: “A causa dell’intenso traffico le linee sono momentaneamente indisponibili, ci scusiamo per il disagio”.

“TROPPE CHIAMATE INUTILI” – “Al numero verde per lo screening scolastico sta telefonando chiunque, per sapere del suo tampone o per spiegare che ha la febbre e chiedere consigli. Il numero è solo per lo screening, non per altre informazioni” aveva spiegato all’Ansa l’assessora regionale. “Gli operatori – sottolinea Fortini – mi dicono che su circa seimila chiamate finora il 70% non è per lo screening della scuola. Chiamano per sapere l’esito del tampone, per dire che hanno la febbre e vorrebbero un controllo medico. Quegli operatori non hanno dati sui tamponi e non sono dei medici, quindi quella linea va lasciata solo per la prenotazione del test”.