“Non era mai successo ma ce la faremo”. Così il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina in una lettera ai docenti e a tutto il personale scolastico ha cercato di rincuorare quanti sono alle prese con un inizio dell’anno scolastico senza precedenti. Non saranno gli unici a doversi confrontare con nuove regole, spesso differenti da regione a regione, e una nuova normalità che sta creando caos e preoccupazione.

La Conferenza unificata Stato-Regioni ha prodotto le linee guida per la ripartenza, comprese le nuove regole per gli spostamenti da casa a scuola con i mezzi pubblici. In alcune regioni sale all’80% la capienza sugli autobus e per il restante 20% sono stati stanziati circa 200 milioni per implementare le corse e non lasciare nessuno a piedi. Per gli scuolabus invece è previsto pieno carico per percorsi sotto i 15 minuti. Sugli altri mezzi invece continua a persistere la regola generale: distanziamento di 1 metro, posti ridotti e separatori in plexiglass.

In classe ci saranno banchi monoposto, nessun obbligo di mascherina se c’è un metro di distanza da studente a studente. Sarà invece obbligatorio indossarla all’uscita da scuola e per gli spostamenti all’interno della struttura scolastica. Ogni ora l’aula sarà arieggiata, con 37 e mezzo di febbre i genitori sono tenuti a far rimanere i figli a casa e avranno loro il compito di misurare la febbre.

Si è trattato di una riunione fondamentale per stabilire nel dettaglio tutte le regole per garantire la riapertura in sicurezza perché “la scuola è una risorsa decisiva per il Paese”, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma non tutti i governatori di regione sono stati d’accordo sulla data di riapertura fissata al 14 settembre. Nella provincia di Bolzano i ragazzi torneranno in classe il 7 settembre. Seguono tutte le altre il 14 ad eccezione del Friuli dove si rientrerà il 16 settembre, la Sardegna il 22, mentre Puglia, Calabria e Abruzzo, e probabilmente anche la Campania, andranno al 24 settembre in modo da scavallare referendum e elezioni regionali del 20. Una sfida complessa dunque, ma che per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte “riaprire le scuole è la nostra priorità”.