La normale amministrazione di una scuola, tra docenti da assegnare, quelli che “si mettono in malattia” e le classi che rischiano di restare scoperte, in tempo di pandemia diventa ingestibile. Da lunedì prossimo torneranno tutti in classe gli studenti di elementari e medie, mentre per le superiori ci sarà l’alternanza soltanto nelle regioni in zona rossa. Ma per adesso, in Campania zona arancione, l’affluenza è al 50% dalla prima media in su. E i problemi non mancano.

A Secondigliano l’incidenza dei contagi è il doppio rispetto alla media regionale, un dato che ha spinto diversi genitori ad “autotutelarsi” e scegliere di non mandare i propri figli a scuola. Alla scuola media Mazzini del Vomero è boom di richieste di Dad, oltre 300. A preoccupare le famiglie sono i contagi, mentre nell’amministrazione degli istituti spaventa principalmente il ritorno a pieno regime. “Già così andiamo in difficoltà, figuriamoci quando rientrerà il 100% dei ragazzi”, dice una collaboratrice scolastica. “Ci sono le mascherine da distribuire, le autocertificazioni da ritirare. Siamo pochi e le operazioni vanno a rilento”.

E anche se le scuole si sono attrezzate per far entrare le classi a orari scaglionati, la pressione sui mezzi di trasporto nelle prime ore della giornata non si allenta. “Io ne so qualcosa – racconta un collaboratore scolastico – perché prendo la Circumvesuviana tutti i giorni”. Il vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, detta la linea: “Bisogna aumentare i servizi dei trasporti”, questione affrontata anche nei tavoli prefettizi alla vigilia del ritorno in classe al 100%, che dovrebbe coincidere con la possibilità di riempire anche i mezzi di trasporto cittadini.

Spazi che scarseggiano anche all’interno delle stesse scuole: al liceo Pansini del Vomero è stato necessario ricavare aule all’interno della palestra. La preside Daniela Paparella ha commentato: “Se si decidesse per un ritorno al completo dovrò ricorrere alla dad, non ho alternative”.

L’alternativa ci sarebbe, è la cosiddetta Did, “didattica integrata a distanza”, che prevede una parte della classe connessa e un’altra a casa, a seguire in diretta. Ma al liceo Umberto i problemi di connessione, già avuti lo scorso febbraio, hanno lasciato col monitor spento i ragazzi per un’ora e mezza.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.