Chissà se infastidisce più il Dna paterno o il fatto di essere stata assolta. O forse entrambi. Sta di fatto che su Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale della Campania e candidata alla Camera nel collegio di Torre del Greco, continua una gogna feroce. L’ultimo episodio risale a tre giorni fa. Sandro Ruotolo, giornalista, ora senatore Pd e anch’egli candidato alla Camera nel collegio uninominale di Torre del Greco, condivide sulla sua pagina Facebook un articolo del Domani abbinandolo a un commento che è un atto d’accusa. «Baci perugina, biglietti della lotteria, sacchetti per aspirapolvere, un orologio Tissot, un tour a Vienna, shopping a Montecarlo», elenca Ruotolo scrivendo che si tratta di «una parte delle spese di Patriarca sostenute con soldi pubblici».

«Tutto falso», replica lei costretta a spiegare e difendersi pubblicamente: «Che la sua insipienza travalichi i confini dell’odio al punto da scambiare i fatti imputati ad un coimputato nel medesimo processo, che ha visto tutti assolti, ha del ridicolo», replica. «Io a Montecarlo non sono mai stata, quelle spese non erano imputate a me», aggiunge Patriarca, assolta dall’accusa di tentata concussione in un processo durato cinque anni e che ha profondamente segnato la sua vita personale: quando fu indagata, venne sottoposta alla misura cautelare del divieto di dimora, aveva una gravidanza a rischio, era a quattro mesi e mezzo e perse il bambino. Ruotolo non se ne cura. Già nelle scorse settimane aveva pubblicamente elencato vicende giudiziarie che in passato hanno avuto come protagonisti il padre di Annarita Patriarca, Francesco, l’ex marito Enrico Martinelli, e il testimone di nozze Nicola Cosentino e ricordando lo scioglimento del Comune di Gragnano nel 2012 per presunte infiltrazioni camorristiche. Tutto questo per dire che «in questa campagna elettorale la mia avversaria è Annarita Patriarca e il suo partito di riferimento, Forza Italia, non avrebbe dovuto candidarla».

Senza però dire che la Patriarca non ha mai subìto conseguenze né procedimenti penali per quello scioglimento e senza dire che la Patriarca non ha condanne penali. Ha dovuto farlo lei replicando pubblicamente alle accuse: «Le ultime esternazioni di Sandro Ruotolo dimostrano ancora una volta che la politica distruttrice di una certa sinistra, che gioca sul pregiudizio e usa il sospetto come anticamera della verità (quando in realtà è l’anticamera della calunnia), è refrattaria a ogni tentativo di confronto civile. Ricordo a Sandro Ruotolo che la Commissione parlamentare antimafia non ha inserito il mio nome tra gli impresentabili nel corso delle ultime elezioni regionali. E non lo ha fatto perché sono stata assolta nel procedimento penale in cui venni ingiustamente coinvolta e perché dallo scioglimento del Comune di Gragnano non è derivato a mio carico alcun procedimento penale». Ricordiamo noi, invece, il Ruotolo giornalista che accreditava la tesi della cosiddetta “Trattativa Stato-Mafia” (sostenuta dal supertestimone Massimo Ciancimino) salvo poi non dire più nulla quando quella tesi si è sgretolata nel processo smentendo le ricostruzioni e minando la credibilità del supertestimone antimafia. Ah, la foga giustizialista! Ma torniamo a Gragnano e Torre del Greco e ai veleni in clima di campagna elettorale.

Ruotolo attacca Patriarca che è sua competitor a queste elezioni e cede a un certo giustizialismo inveendo con accuse inesatte. Ma è davvero così che si fa una seria campagna elettorale? È così che si combatte per la legalità? «La lotta alla criminalità organizzata si fa ogni giorno – commenta Patriarca – scegliendo la legalità degli atti e dei comportamenti. Non si urla sui giornali ma si pratica sul campo, e soprattutto non è uno strumento di lotta politica, anche perché troppe volte è stata strumentalizzata e troppe volte, alla fine, si è ritorta contro chi l’ha attivata come meccanismo per far fuori l’avversario politico. La storia politica degli ultimi anni è piena di assoluzioni e carriere politiche distrutte da pregiudizi e da processi mediatici poi sconfessati dalle risultanze dibattimentali. Non mi stupisce – conclude – il rancore e la menzogna di una certa sinistra giustizialista e forcaiola. Mi stupisce che oggi, chiamati tutti alla responsabilità nei confronti del Paese che attraversa un momento difficile, continuino a rimestare nel fango».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).