La Russia, nonostante il complesso quadro internazionale e la guerra in Ucraina, continua a lavorare nel continente africano, tessendo rapporti economici e militari. Nei giorni scorsi è arrivato a Mosca il presidente della Repubblica del Congo Denis Sassou-Nguesso che ha avuto un incontro personale con Vladimir Putin, vista la lunga amicizia che esiste fra i due capi di Stato.

Il meeting si è svolto al Cremlino e Sassou-Nguesso è stato accolto con tutti gli onori, vista l’importanza della sua nazione negli interessi russi in Africa. L’agenzia nazionale di stampa Ria Novosti ha riferito che secondo Putin ci sono ottime prospettive nello sviluppo delle relazioni fra i due paesi in diversi ambiti. Per quanto riguarda l’economia, si tratta di esplorazione geologica, energia, logistica, ed agricoltura. Putin ha aggiunto che le aziende russe vogliono operare sul mercato congolese soprattutto per la stabilità della nazione che è un ottimo viatico per gli affari.

Il presidente russo ha ribadito anche gli ottimi rapporti personali fra di loro ed ha pubblicamente ringraziato il Congo per le sue posizioni sempre estremamente equilibrate nei consessi internazionali. Putin si è anche congratulato con Denis Sassou-Nguesso per essere stato rieletto per il quinto mandato presidenziale consecutivo, ottenuta il mese scorso. Il politico congolese ha ricordato gli storici rapporti che legano Mosca e Brazzaville ripercorrendo i tanti progetti portati avanti negli anni e rilanciando, soprattutto a livello energetico, la partnership fra le due nazioni.

Gazprom e Rosneft, i due colossi energetici russi, investono da anni nella nazione affacciata sull’Oceano Atlantico per lo sviluppo del settore petrolifero congolese che ha ancora enormi potenzialità, soprattutto a livello offshore. Sassou-Nguesso ha elencato una serie di attività già avviate con la Russia che vanno dalla formazione all’energia e che per il presidente congolese hanno grandi margini di crescita.

L’importanza del Congo per Putin

La Repubblica del Congo è una nazione importante che influenza anche alcuni stati vicini come il Gabon e la Guinea Equatoriale e non ha mia chiuso definitivamente con la Francia, come hanno fatto molti paesi africani. Denis Sassou-Nguesso è al potere dal 1979 ed è un ex generale golpista particolarmente scaltro. Ha creato un sistema di potere familistico con figli e nipoti in posizioni chiave, trasformando il Congo in una proprietà privata dalla sua famiglia e nonostante gli 83 anni non sembra intenzionato a lasciare il potere anche dopo la recente vittoria elettorale dove ha ottenuto quasi il 95% delle preferenze. Una vittoria schiacciante ottenuta però senza osservatori internazionali e con internet bloccato da due settimane prima del voto, dove le opposizioni hanno boicottato lo scrutinio accusando Sassou-Nguesso di brogli sistematici.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi