“Mi sembra veramente un attacco gratuito alla Lega a 5 giorni dal voto”. Così Matteo Salvini ha commentato a ‘Oggi è un altro giorno’ su Rai 1 l’inchiesta della procura di Verona che vede indagato il suo ex guru dei social, quel Luca Morisi che avrebbe ceduto sostanza stupefacenti a due giovani.

Il leader della Lega, così come lo stesso Morisi, nega che ci sia un possibile risvolto penale nell’inchiesta: “Non c’è un reato, e sono problemi che riguardano la vita privata. Chi spaccia droga è un criminale, chi la usa va aiutato e curato perché commette un errore“.

Indagine, come ormai noto, nata dopo che i carabinieri di Belfiore (Verona) fermano a metà agosto alcuni giovani con un flacone di una sostanza che i militari ritengono possa essere droga. Uno dei ragazzi sostiene di averla avuta da Morisi, proprietario di una cascina ristrutturata nel paese. Scattano quindi le indagini per appurare se la sostanza trovata è droga e scatta anche la perquisizione a casa dello stesso Morisi dove viene rinvenuta anche della cocaina in quantità definibili “per uso personale”, circa due grammi.

Quanto basta alla Procura scaligera, il pm titolare è Stefano Aresu, per indagare Morisi per cessione e detenzione di sostanze stupefacenti.

Per Salvini è dunque scontato che l’inchiesta sia un flop e che Morisi ne uscirà pulito: “La droga è morte, venderla è un reato, consumarla è un errore. Io non lo faccio, se qualcuno lo fa, sbaglia. Ma tenere in ballo tutto un discorso politico che non c’entra nulla con la vita privata di una persona che risponderà a se stesso eventualmente del male che si è fatto, mi sembra veramente un attacco gratuito alla Lega a 5 giorni dal voto. Abbiamo le spalle larghe, io sono vicino a chi ha sbagliato, per me l’amicizia vale più della politica“, dice infatti Salvini alla Rai.

Secondo il segretario del Carroccio è “surreale che ci siano giornali che stanno imbastendo un processo politico a me e alla Lega sull’errore eventuale privato di una persona (riferimento a Morisi, nda). La cosa era è che io mi opporrò a qualsiasi referendum che legalizza le droghe”.

LE BORDATE DI PILLON – Ma se Salvini difende il suo ormai ex re dei social, c’è chi nel partito non esita a scaricare Morisi. E’ il caso di Simone Pillon, che evidentemente non ha recepito il messaggio del suo segretario contro la “schifezza mediatica” su Morisi.

In una intervista a Il Foglio il senatore leghista ultracattolica, paladino della lotta al ddl Zan, scarica il guru social. “Non mi stupisce, viste le note attitudini del personaggio. La giustizia divina ha fatto il suo corso. A me questo Morisi non è mai piaciuto. Mai. Poi mi ha sempre fatto la guerra, ora capisco tante cose”, infierisce il senatore, senza mezzi termini, che racconta come Morisi lo osteggiasse e avesse negato a Salvini di partecipare al suo congresso mondiale della famiglia a Verona. “Decideva tutto: diceva chi andava in televisione e chi no”, “non mi mandava mai in tv, ma io ho i miei canali”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.