Napoli brulica di arte, storia e cultura. Troppo spesso però i “contenitori” che dovrebbero custodire questo patrimonio dal valore immenso sono palazzi o chiese che cadono a pezzi. Costruzioni abbandonate, lasciate morire, insieme alla memoria di quei luoghi. Inutile dire che andrebbero riqualificati, valorizzati e protetti. Ma quanto è difficile restaurare e restituire dignità agli edifici storici della città? «Tantissimo. È un inferno riuscire ad avere permessi, concessioni e fondi per riqualificare un edificio storico». A raccontare al Riformista l’iter lunghissimo e tortuoso è Massimo Faella, presidente dell’associazione Respiriamo Arte, che dal 2013 si occupa del recupero del patrimonio storico e artistico della città di Napoli attraverso la tutela e la valorizzazione di luoghi che rappresentano preziosi lasciti e che invece, troppo spesso, sono abbandonati all’incuria e al degrado.

Nonostante le mille peripezie Faella, insieme con gli altri componenti dell’associazione, ha recuperato e restituito a cittadini e turisti la chiesa di Santa Luciella e ha ampliato e ristrutturato gran parte del complesso dei Santi Filippo e Giacomo dell’Arte della Seta, situati entrambi nel cuore del centro storico della città. «La chiesa di Santa Luciella era un rudere, pensi che pioveva su quello che restava dell’antica sagrestia – racconta Faella – La Chiesa era abbandonata a se stessa da 30 anni. E ce ne sono voluti altri sette perché noi potessimo iniziare i lavori di ristrutturazione». Sette anni caratterizzati da centinaia di mail e altrettante telefonate, da scartoffie e tanta voglia di non arrendersi davanti alla miriade di difficoltà incontrate. «È stato difficilissimo ottenere il comodato d’uso, arrivato dopo tre anni dalla prima richiesta – aggiunge Faella- e ancor di più reperire i fondi che alla fine sono arrivati dal Pio Monte della Misericordia, che ha stanziato 35mila euro, e dalle raccolte fondi che abbiamo organizzato».

La chiesetta fu fondata poco prima del 1327 da Bartolomeo di Capua e apparteneva a un’arciconfraternita che si è poi estinta; è passata poi nelle mani della Curia, anche se definire la proprietà è davvero complicato. Dopo l’ok della diocesi, l’associazione ha redatto un progetto di riqualificazione e valorizzazione della chiesa che, oltre al recupero dell’edificio, avrebbe «creato nuovi posti di lavoro per i giovani, oltre a produrre cultura», sottolinea Faella. Dopo sette anni oggi la chiesa di Santa Luciella è aperta al pubblico. La cripta, la terra santa e gli spazi esterni sono tutti accessibili in tutto il loro splendore. Visite guidate, eventi culturali e concerti sono finalmente realtà. La storia di Santa Luciella suggerisce che «chi vuole, può».

«La verità è che non c’è la volontà, nella maggior parte dei casi, di recuperare il nostro immenso patrimonio artistico – dice Faella con un po’ di amarezza – C’è troppa burocrazia e tempi lunghissimi». Già, la storia e la memoria della nostra città si sbriciolano tra faldoni e centinaia di fogli. Ma una soluzione si potrebbe trovare. «Innanzitutto dovrebbero intervenire il sindaco, il cardinale e i vari assessori – suggerisce Faella – Sono loro a dover instaurare l’indispensabile dialogo perché le istituzioni procedono in ordine sparso e questo rende difficilissimo la realizzazione di un progetto. Poi dovrebbero facilitare l’accesso ai fondi. I giovani, spesso, non sanno come presentare una richiesta per ricevere i fondi europei o per partecipare ai bandi. E poi – continua – le pratiche per il cambio di destinazione d’uso degli immobili dovrebbero essere molto più semplici e veloci». Ecco, forse seguendo questa strada la Chiesa di Santa Luciella non avrebbe aspettato più di 30 anni per essere liberata dall’amianto, dalle erbacce, da immondizia di ogni genere e, soprattutto, dall’indifferenza di chi guarda e volta le spalle alla storia.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.