Della passione tra Diego Armando Maradona e Heather Parisi che negli anni ’80 si consumò in qualche scatto di paparazzi, si è ampiamente chiacchierato. Lui era il campione del calcio e della sregolatezza, lei la showgirl più amata dagli italiani all’auge della sua carriera. Lui era sposato e lei no e da qui il chiacchiericcio. Ma Heather Parisi dopo la notizia della morte del calciatore non aveva proferito parola. Fino ad ora, dopo che il figlio Dylan Maria, 10 anni, è stato insultato sui suoi social proprio per il calciatore.

“Sarà triste la tua mamma, è morto il suo amante di gioventù Diego Armando Maradona…dille che è inutile bloccare le persone quando dicono la verità, se cerchi su internet trovi le foto del loro flirt, peccato che lui fosse sposato però”. Questo messaggio di insulti inviato direttamente al bambino su Instagram e che la showgirl ha deciso di rendere noto.

Parisi si sfoga sui suoi social e racconta che subito dopo aver letto il messaggio il figlio le ha chiesto: “Mommy, how can you understand when people are telling the truth? (Mamma, come puoi riconoscere quando la gente dice la verità?)”. La showgirl allora gli ha risposto “diffido da chi si vanta di dire la verità perché è la scusa che gli ignoranti usano per mancanza di immaginazione. La verità, quando esiste una verità, non va mai enunciata, ma va sempre dimostrata. Ma della verità non possiamo mai avere certezza, nemmeno quando la raccontiamo avendola vissuta. La verità è come una coperta che ti lascia scoperti i piedi! Tu la spingi, la tiri per coprirli e lei ti scopre il viso. Non basta mai e alla fine ti tocca decidere cosa sia!”.

E poi l’attacco alla persona che ha scritto il messaggio al bambino: “Ciascuno di noi dovrebbe ricordare che quando interagisce con un bambino è come se scrivesse su un pezzo di carta. C’è chi arricchisce quel “pezzo di carta” con sentimenti positivi e di amore e chi lo imbratta con la peggior perfidia”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.