Una Roma blindata ha accolto circa 500 manifestanti che sono scesi in piazza san Silvestro per protestare contro le chiusure. La manifestazione si prospettava pacifica ma dopo poco è salita la tensione: i manifestanti hanno lanciato di petardi ed oggetti contro le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. I manifestanti, alcuni con le manette, e le mani alzate hanno chiesto di andare in corteo verso Montecitorio.

Sulle magliette domina l’hashtag #nonsonoessenziale e il grido è “Dimissioni dimissioni, dimettetevi tutti” e “libertà, libertà”. Piazza San Silvestro è piena di ristoratori, commercianti, artigiani, lavoratori del turismo e dello sport per il sit-in IoAPro. “Stanno bloccando il nostro diritto a manifestare (riferendosi alla Questura che domenica ha negato l’autorizzazione a manifestare nella piazza già occupata per un’altra mobilitazione), ma noi arriveremo comunque, io arriverò a Roma anche a nuoto, a piedi, su un tappeto volante, perché è un mio diritto manifestare”, ha detto durante una diretta Facebook sul canale del movimento “Io Apro”, Momi El Hawi.

“Siamo in tanti, tutta Italia si sta muovendo per prendersi i propri diritti – ha aggiunto – oggi dovranno darci una data e noi faremo di tutto per sederci a un tavolo sulle riaperture che sia il 19 aprile, il 20, o il 21 aprile. Oltre non andremo”. “Noi ci saremo, ci vediamo in piazza Montecitorio – ha concluso Momi – non alzeremo un dito ovviamente, nessuno dovrà alzare un dito. Sarà una rivoluzione ghandiana”.

In piazza si sono radunati ristoratori, negozianti, lavoratori di palestre e piscine. Tra loro anche alcuni militanti di Casapound che hanno raggiunto piazza San Silvestro a Roma e si stanno unendo ai manifestanti di IoApro. Molti di loro, per lo più senza mascherina, gridano ‘Fateci passare siamo lavoratori’. “La paura di morire non ci sta facendo vivere” recita uno striscione esposto. “Siamo qui a sostegno delle categorie colpite perchè lavorare è un diritto” dice un militante.

Molti manifestanti lamentano di essere stati bloccati alle porte di Roma e quelli provenienti dalla Sicilia già da Catania. Molte le bandiere col tricolore sventolate tra i fumogeni bianchi, rossi e verdi. “Diranno che siamo dell’estrema destra – dicono dal palchetto attrezzato – ma siamo solo padri di famiglia che vogliamo dare da mangiare ai nostri figli”. Molti i manifesti funebri che annunciano la morte di Palestre e Piscine, oltre ai cartelli con scritto “Dalla padella di Conte alla brace di Draghi” e “Siamo tutti un autogrill”.

“Vogliamo un incontro con Mario Draghi o con il ministro Giorgetti. Il governo Draghi ci deve ascoltare perché siamo capaci di portare avanti l’Italia anche senza di loro”. “Non siamo venuti qua non per fare casino – aggiungono – ma per aprire un dialogo, siamo qui per dare dei cioccolatini alle persone perché vogliamo affrontare quanto sta accadendo con la dolcezza”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.