Dopo gli annunci si è passati all’azione. Il Governo ha impugnato l’ordinanza con la quale la Regione Piemonte aveva imposto alle scuole l’obbligo di misurare la temperatura agli studenti e di controllare la certificazione da parte delle famiglie. La diatriba risale a ormai quasi una settimana fa. Subito dopo la decisione del presidente della Regione, Alberto Cirio, contro di lui si erano mossi prima l’Ufficio scolastico regionale, parlando di ordinanza “tardiva e impropria”, poi la ministra Lucia Azzolina, minacciando l’impugnativa, sulla quale si stava ragionando. E se nulla era accaduto in tempo per l’avvio della scuola, al secondo giorno il Governo si è effettivamente mosso tramite i ministeri dell’Istruzione e della Salute, impugnando l’ordinanza.

Immediata la risposta di Cirio che in una nota spiega come, fino a quando il Tar non si sarà pronunciato sulla sospensiva, l’ordinanza regionale rimarrà operativa. Il governatore del Piemonte difende la sua scelta, spiegando che “siamo convinti sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione, tra le quali c’è quella di tutelare la salute dei suoi cittadini”. Il presidente aggiunge che, peraltro, le scuole piemontesi stanno già applicando l’ordinanza senza particolare difficoltà, come evidenziato dall’avvio dell’anno scolastico. La Regione Piemonte ha incaricato il professor Barosio di rappresentarla davanti al Tar e ha scritto al Tribunale amministrativo regionale chiedendo di poter esporre le ragioni di una ordinanza che, il presidente sottolinea, ha il solo fine di tutelare la salute di alunni, personale scolastico e delle loro famiglie. Cirio sottolinea inoltre di essere convinto che la Regione sia nel giusto, perché l’ordinanza aumenta il livello di sicurezza per i cittadini e non introduce modifiche su quanto previsto dallo Stato, ma solo un meccanismo di controllo di quanto proprio lo Stato ha disposto per legge.

SCONTRO ANCHE CON LA SARDEGNA – Non solo Piemonte. L’esecutivo ha infatti impugnato l’ordinanza della Regione Sardegna che prevede test obbligatori per i passeggeri in arrivo sull’isola che non si siano presentati all’imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19.

Azione duramente criticata da Christian Solinas, presidente della Regione, che parla di “atto ideologico e arrogante”. “Ogni atto del presidente della Regione finalizzato a contrastare la diffusione del virus nel corso di questa emergenza sanitaria in Sardegna, e’ stato adottato nell’esclusivo intento di garantire la piena tutela della salute pubblica, dei sardi e dei turisti”, ha rivendicato il governatore dell’isola.