Si apre un nuovo fronte di scontro nel governo, questa volta sui migranti. È la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia Viva nell’esecutivo, a minacciare una “riflessione sulla mia permanenza al governo” perché “non sono qui per fare tappezzeria” su un tema chiave come la regolarizzazione dei migranti.

La ministra da tempo ha lanciato questo tema nel calderone politico, ricordando come gli immigrati siano fondamentali “per portare avanti alcune attività nel nostro paese”: non solo l’agricoltura, “dove stiamo rischiando uno sperpero, uno spreco nelle nostre campagne di prodotti che rischiano di non essere raccolti e di marcire, ma parlo anche delle famiglie”, ma anche badanti e colf che “assistono i nostri cari nelle famiglie e non sono regolari”.

Per questo la ministra renziana punta a “concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l’ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole”. Secondo alcune stime sarebbero 600mila le persone interessate da un provvedimento di regolarizzazione, ma ai microfoni di ‘Radio anch’io’ Bellanova glissa: “Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti”.

Parole che ovviamente hanno trovato il netto no di Salvini e Meloni, ma che stanno provocando tensioni anche all’interno della maggioranza. Il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, ospite di 24 Mattino su Radio 24, ha frenato sull’ipotesi di regolarizzazione. “il tema non è la regolarizzazione degli immigrati irregolari ma l’emersione del lavoro nero. Se su quello vogliamo lavorare, e una parte dei testi che ho letto vanno in quella direzione, ok. Ma se come ho potuto leggere c’è anche una parte di testo di intenzioni di fare una sanatoria modello Maroni, noi non ci stiamo”, ha detto Crimi.

Intervenendo a Skytg24 sul caso Bellanova, il leader del Carroccio ha sottolineato che “se c’è ministro di un settore strategico come l’Agricoltura che minaccia le dimissioni sull’ipotesi di regolarizzazione di 600mila lavoratori irregolari, se c’è un contrasto nel governo su questo è gravissimo. Sarebbe un pessimo segnale per chi lavora e paga le tasse regolarmente”. “Io poi ovviamente sono contrario a una maxisanatoria di massa. A un settore strategico come quello dell’agricoltura serve un intervento immediato a fondo perduto e non regolarizzazioni”, ha concluso l’ex ministro dell’Interno.