Mancano pochi giorni alla riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia ma sul tavolo ci sono ancora numeri del contagio e decisioni da prendere. E il dibattito è sempre più acceso. In Campania il governatore Vincenzo De Luca continua a rimanere fermo sulle sue posizioni: “Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola”, ha detto in una nota.

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi prende tempo sulla proposta delle Regioni di cambiare il protocollo per alleggerire le quarantene degli studenti “Sarà una decisione collegiale del governo”. L’ipotesi è di evitare il tampone immediato per tutti i compagni nel caso di scoperta di un positivo in classe, mandando in Dad, solo al secondo caso di contagio, i non vaccinati e mantenendo in presenza e in autosorveglianza i vaccinati con mascherina Ffp2.

Aspettando la decisione che verrà presa al Consiglio dei ministri di mercoledì 5 su indicazione degli esperti del Comitato tecnico scientifico, la proposta è diventata un caso politico. Lega e M5S fanno fronte comune e protestano contro la “discriminazione degli studenti non vaccinati”, dall’altra parte si trovano i presidenti di regione, come Vincenzo De Luca, che evocano il ritorno in Dad per tutti come lo scorso anno.

“In relazione alla riapertura delle scuole, sento circolare l’ipotesi di tenere a casa i bambini non vaccinati. Mi sembrerebbe una misura tanto odiosa e discriminatoria, quanto ingestibile – ha detto De Luca – Credo che si debbano prendere misure semplici ed equilibrate, con l’obiettivo di aprire le scuole in presenza quanto prima e per sempre”.

“Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi – continua la nota del Governatore della Campania – mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio – che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta – e di sviluppare, in questi giorni, la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca”.

“Non sarebbe di certo una misura ideale – conclude de Luca – ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico”.

Intanto Franco Locatelli non ha escluso lo slittamento di una settimana della ripresa delle lezioni, giorni che poi si potrebbero recuperare a giugno. A spingere Draghi e i suoi consulenti a valutare un rinvio della riapertura delle scuole sono anche i dati sui contagi, trascinati dalla diffusione della Omicron. I numeri sono preoccupanti con il tasso di positività (la percentuale di tamponi positivi sul totale dei test effettuati) a livelli mai visti prima, addirittura il 21,9 per cento. In pratica un tampone su cinque è positivo. Numeri che fanno presagire un peggioramento nelle prossime settimane e con questo scenario, la riapertura delle scuole rappresenta una grande incognita su cui dovrà decidere il Governo.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.