Tutti in classe dal 7 gennaio. È questo infatti l’orientamento all’interno della maggioranza e del governo Conte per quanto riguarda il ritorno tra i banchi di scuola, con lo stop alla didattica a distanza che da tempo è oggetto di polemica. 

In vista dell’atteso varo del nuovo Dpcm, con quello attuale in scadenza la prossima settimana, il 3 dicembre, sarebbe quindi questa la decisione, ancora oggetto di possibili modifiche. “La discussione sulla scuola è ancora aperta”, viene spiegato da più fonti della maggioranza citate dell’Ansa. 

Per gli studenti delle superiori il ritorno in classe scatterà dunque solo all’inizio del nuovo anno, mentre per tutto il mese di dicembre dovranno fare ancora i conti con la didattica a distanza. La scelta di non riaprire a dicembre, è il ragionamento dell’esecutivo, vorrebbe dire riaprire per una o due settimane gli istituti salvo poi richiuderli per le festività natalizie: a questo punto sarebbe quindi ‘logico’ posticipare l’ingresso direttamente a gennaio.

All’orizzonte c’è inoltre un Italia “monocolore”, diversa da quella divisa in zone e colori vista fino ad oggi: col prossimo Dpcm è infatti probabile che tutte le regioni ricadano in una zona gialla “rafforzata”, limitando dunque gli spostamenti. Domani intanto è atteso il cambio di colore per cinque regioni, come previsto dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza: Lombardia, Piemonte e Calabria diventano arancioni, mentre Liguria e Sicilia diventano gialle.

LE ALTRE MISURE – Ristoranti chiusi a Natale e Santo Stefano. Sarebbe questo l’orientamento per il nuovo Dpcm, secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza. In attesa di decisioni definitive sembra che ci saranno anche decisioni per limitare gli spostamenti tra la Regioni per le feste solo ai residenti.

Invece ci sarebbe la volontà di lasciare i negozi in zona gialla aperti fino alle 21 per allungare gli orari dello shopping. Nel nuovo Dpcm sarebbe confermato infatti il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino. La riunione proseguirà domani affrontando anche altri temi tra cui la cabina di regia sul recovery fund.