Come si vede, siamo molto oltre il Berlusconi «sceso in campo» per risolvere un’emergenza un quarto di secolo fa perché ci troviamo – in un panorama totalmente cambiato e devastato – di fronte a un ex antipolitico che riconosce di essere prima di tutto proprio un politico e anzi uno che rivendica l’onore di aver fatto della politica la ragione della sua vita. Sono parole nuove, accompagnate da una rivendicazione di campo: Forza Italia, dice, è l’unico partito che esprima la tradizione liberale, cattolica e garantista. Ci sarebbe da dire forza Silvio, facci vedere chi sei alla guida di quel mondo di mezzo sfuggito di mano e che ha prima sbandato per Renzi, poi per Salvini e Di Maio, impazzendo come la maionese.

Questo è stato, ci sembra, l’elemento che fa notizia: non tanto e non solo la vitalità personale e il carattere spiazzante, ma la rivendicazione di un’area in via di estinzione. La Calabria è una strana Regione il cui elettorato ha dato sempre prova di libertinaggio. Ma sta di fatto che la vittoria di Jole Santelli archivia un lungo predominio dei Partito democratico calabrese sfasciato e in conflitto con se stesso. La nuova governatrice promette di far scintille e vedremo se lo saprà fare e come. Ma di sicuro la sua folgorante vittoria sotto le bandiere berlusconiane ha dato modo al leader fondatore di rivendicare non soltanto la sua leadership di partito, ma anche quella di un’Italia – per usare le sue parole – liberale, cattolica e garantista. Ed è evidente che oggi il mainstream italiano non sappia più che cosa significhi la parola liberale, confonde il cattolicesimo con le madonnine portachiavi e quanto al garantismo, con la riforma della persecuzione a vita voluta dai pentastellati non tira proprio buona aria.

Si dovrebbe chiedere a questo punto a Berlusconi che intenzioni ha per il futuro, dopo aver digerito la gioia per la vittoria calabrese. Il suo amico Bossi sostiene che con la sconfitta emiliana il sovranismo leghista ha iniziato la sua parabola discendente. E lui? Che cosa farà, dopo aver incoronato la Santelli (che non gliel’ha mai data)? Rivendicherà la leadership, tenterà come ha annunciato di accreditarsela di nuovo? Silvio Berlusconi è nelle condizioni di battere in colpo a livello nazionale e sarebbe un buon colpo per la politica italiana che sempre più balla sull’abisso.