Resta in carcere la zia 19enne della due sorelle di 17 e 23 anni sfregiate con l’acido nel quartiere Sanità di Napoli la notte tra il 29 e il 30 maggio scorsi. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame al quale la giovane si è rivolta attraverso l’avvocato Bernardo Scarfò. Alla zia delle due sorelle la Procura di Napoli, precisamente la sezione “fasce deboli” coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, contesta il reato di “deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso” in concorso.

La donna, dallo scorso 31 maggio, è chiusa nel carcere femminile di Pozzuoli. La zia Francesca , sorellastra della madre di Elena e Federica, 17 e 24 anni, vittime di quell’aggressione, due giorni dopo confessò di essere stata lei a colpire le ragazze. Braccata dagli agenti della squadra mobile di Napoli, che già nel corso della giornata successiva si sono presentati presso la sua abitazione senza trovarla, si è presentata martedì pomeriggio 31 maggio negli uffici della Questura di via Medina fornendo una versione dei fatti , non confermata dalle indagini svolte da poliziotti e procura e smentita, di fatto, dalle telecamere presenti lungo Corso Amedeo di Savoia, dove si è verificata l’aggressione.

Dai video e dalla ricostruzione degli investigatori la zia scende dal motorino sul quale viaggiava come passeggero con in mano una bottiglia. Poco dopo si avvicina alle due nipoti gettandole contro l’acido. “Non è vero, la bottiglia l’avevano loro che volevano colpire me” e “nel corso della colluttazione” l’acido è finito “sul loro corpo”. Questa, in sintesi, la versione fornita dalla 20enne a poliziotti e magistrato. Ora il Tribunale del Riesame ha confermato il fermo della giovane zia. L’attività investigativa si occuperà adesso, di individuare eventuali ed ulteriori responsabilità: insieme con la 19enne, infatti, quella notte, entrarono in azione, in sella a tre scooter anche altre persone.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.