Sono arrivati al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, nel cuore della Pignasecca a Napoli, dicendo ai medici di essere stati feriti a colpi d’arma da fuoco (per fortuna alle gambe) nel corso di un tentativo di rapina avvenuto intorno alle mezzanotte di martedì 6 aprile nella zona dei Vergini nel rione Sanità.

I due giovani, di 14 e 15 anni, sono stati assistiti dal personale sanitario e le ferite d’arma da fuoco alle gambe sono state giudicate guaribili in 15 e 12 giorni.

Ai Carabinieri hanno ribadito di essere stati vittime di un tentativo di rapina ma al momento nella zona indicata dalle due vittime, entrambe senza precedenti segnalazioni, i carabinieri non hanno ritrovato alcuna traccia: nessun bossolo e nessuna traccia ematica. Indagini in corso per ricostruire l’esatta dinamica del raid avvenuto tra l’altro in un orario dove vige, almeno sulla carta, il coprifuoco (a partire dalle 22) per l’emergenza coronavirus.

LA PARENTELA – Il 14enne ferito è il figlio di Roberto Murano, arrestato nell’ottobre del 2017 insieme a Nicola Rullo, reggente del clan Contini per la zona del “Buvero”, il Borgo Sant’Antonio Abate. Murano, secondo la ricostruzione degli investigatori, era il braccio destro di ‘o nfamone (l’infame, così è soprannominato Rullo, ndr) ed era con lui durante la breve latitanza durata circa un mese. I due vennero arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in una villa in collina a Itri, comune in provincia di Latina e a pochi chilometri da Gaeta e Sperlonga. In casa con loro c’era anche il nipote di Rullo, Davide Geldi.