Ci sono voluti quasi quattro mesi, segnati da polemiche, indignazioni, un morto ammazzato in un agguato di camorra, appelli del Prefetto Marco Valentini e del procuratore generale di Napoli Luigi Riello, per spingere l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi de Magistris, impegnato da settimane nella campagna elettorale per le regionali in Calabria (dove è in corsa come candidato presidente), a rimuovere il murales dedicato a Luigi Caiafa, il baby rapinatore di 17 anni ucciso il 4 ottobre scorso da un poliziotto nel corso di un tentativo di rapina in via Duomo.

Venerdì mattina, 5 febbraio, lo Stato si fa vivo a Forcella ma solo per l’ennesima azione repressiva. In via dei Tribunali, a pochi passi da via Sedil Capuano, dove abitava Luigi, entrano in azione vigili del fuoco per la rimozione dei paletti, la Napoli Servizi per cancellare il murales e l’Asia per la rimozione delle fioriere poste abusivamente davanti all’opera realizzata dall’artista e rapper Mario Casti una decina di giorni dopo il decesso del 17enne.

“A seguito delle ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi emanate con riferimento al murale di via dei Tribunali – fa sapere il Comune -, dopo aver ricevuto riscontro da parte degli uffici comunali circa l’estraneità del condominio, stamani si è provveduto al ripristino dello stato dei luoghi, dando così seguito all’indirizzo espresso dalla giunta de Magistris”. Non sono mancati momenti di tensione con i familiari di Caifa. Presenti gli agenti della polizia municipale e i poliziotti del commissariato Vicaria.

Lo scorso 31 dicembre 2020, il papà di Luigi, Ciro Caiafa, è stato ucciso all’interno del ‘basso’ della sua abitazione nel corso di un agguato di matrice camorristica. I sicari hanno fatto irruzione intorno all’una di notte del 31 dicembre nel locale terraneo. Caiafa si trovava in casa con Gennaro Di Martino, 28enne incensurato conosciuto nella zona come tatuatore. Il 40enne e Di Martino sono stati trasportati poco dopo al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini. Caiafa è deceduto in seguito alle gravi ferite riportate, il 28enne è stato invece dimesso con 10 giorni di prognosi per una ferita d’arma da fuoco al fianco sinistro.

Nelle prossime settimane la stessa sorte toccherà al murales dedicato a Ugo Russo, l’altro baby-rapinatore 15enne ucciso da un carabiniere 23enne libero dal servizio lo scorso primo marzo 2020. Russo puntò la pistola, poi rivelatasi giocattolo, contro il militare che si trovava alla guida dell’auto in compagnia della fidanzata. L’intento era quello di farsi consegnare il rolex che indossava. Il carabiniere reagì sparando tre colpi di pistola due dei quali raggiunsero Russo al torace e dietro al collo.

Il Comune ha diffidato il condominio dove è stato realizzato il murales dall’artista Leticia Mandragora nei Quartieri Spagnoli e se non interverrà si procederà così come fatto oggi a Forcella.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.