È stato realizzato nella notte, e completato in prima mattinata, il murales comparso nel centro storico di Napoli che ritrae Luigi Caiafa. Il 17enne è morto nella notte tra il 3 e il 4 ottobre a causa dei colpi esplosi da uno dei poliziotti, appartenente al gruppo dei Falchi, intervenuti per sedare il tentativo di rapina messo in atto dal giovane e da un complice.

Il murales è stato realizzato dall’artista e rapper Mario Casti. Si trova in vico Sedil Capuano, proprio sulla piazzetta del Sedil Capuano che si trova lungo via dei Tribunali. Pieno Centro storico di Napoli. L’opera è stata completata proprio nei pressi dell’abitazione di Caiafa.

Stylo24.it scrive che il murales è stato realizzato sulla facciata di un edificio storico sottoposto a vincolo.

IL CASO – Caiafa è stato ucciso da due colpi di pistola. Uno lo ha colpito allo zigomo, l’altro alle spalle, è uscito dall’addome. Forse quello fatale. I funerali sono stati vietati dal questore Alessandro Giuliano, per motivi di ordine pubblico e per presunti legami che il 17enne (in passato arrestato per droga e inserito in un corso di reinserimento sociale con l’istituto della messa alla prova) e il padre (agli arresti domiciliari sempre per droga) avrebbero intrattenuto con la criminalità organizzata. Il poliziotto che ha sparato è indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

Caiafa al momento della tragedia era con Ciro De Tommaso, 18enne, figlio di Gennaro De Tommaso, meglio conosciuto come Genny a’Carogna, ex capo ultras del gruppo Mastiffs del Napoli, arrestato per traffico internazionale di stupefacenti e successivamente diventato collaboratore di giustizia. I due avevano affiancato una Mercedes Classe A a bordo di uno scooter. Erano le 4:26 di domenica 4 ottobre, nella parte bassa di via Duomo, dalle parti dell’ingresso del porto. La refurtiva consisteva di 100 euro, tre I-Phone e un borsello con effetti personali e le chiavi di una Porsche Cayenne. De Tommaso è accusato di rapina aggravata e ricettazione dello scooter. Era lui a impugnare la pistola a salve. Nelle dichiarazioni rese al Gip ha riferito di non aver mai puntato la pistola a salve contro gli agenti. Secondo quanto appreso da Il Riformista Caiafa, alla guida del motociclo, ha intimato più volte a De Tommaso di sparare al “guardio”.