L’appello è corale, totale dopo i giorni delle polemiche per le piazze piene per i comizi dei politici – e in particolare del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Il mondo della musica e dello spettacolo in generale preme per far ripartire il settore, aumentare le percentuali di capienza fino al 100%. Magari con Green Pass e con tampone. E si citano gli esempi di altri Paesi europei. Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si potrebbe cominciare ad aumentare la capienza degli eventi.

La Società Italiana degli Autori ed Editori ha fatto partire una petizione che raccoglie le tante voci della cultura, dello spettacolo e della politica. La richiesta è di aumentare la capienza di teatri, cinema e spazi per la musica dal vivo. “Abbiamo sempre rispettato le regole e le leggi e anteposto la salute dei cittadini a tutto il resto. Ora però siamo veramente allo stremo”, le parole del Presidente della SIAE Giulio Rapetti Mogol. “Ristoranti, bar e molte altre attività hanno ripreso quasi a pieno regime. Circa il 70% dei cittadini ha completato il ciclo vaccinale e il green pass costituisce un altro presidio importante a tutela della salute; moltissimi artisti si sono schierati in favore della campagna vaccinale. Peraltro, molte discoteche e locali – continua Mogol – stanno finendo nelle mani della malavita organizzata, con l’evidente possibilità di trasformarsi così in potenziali presidi di malaffare e di spaccio. In altri grandi paesi europei le attività culturali sono riprese a pieno regime o quasi. Per questo rivolgiamo un appello al Presidente del Consiglio e al Ministro della Cultura che da tempo si batte per le riaperture”.

Per chiunque voglia sottoscrivere la proposta è online la piattaforma www.cultura100x100.it. “Fateci ripartire in sicurezza ma fateci ripartire realmente. Abbiamo la sensazione – continua Mogol – che nel Governo prevalgano o rischiano di prevalere atteggiamenti e posizioni minoritarie che francamente sembrano più irragionevolmente emotive che realmente razionali. Non vogliamo ammalarci ma il rischio di morire SANI è ormai molto reale”.

L’industria della cultura, prima della pandemia, era la terza del Paese e dava lavoro complessivamente a più di 1,5 milioni di persone, il 40% dei quali under 35. Come SIAE lanciamo questa petizione perché conosciamo bene il valore economico e sociale delle attività culturali, e anche per noi è diventato impossibile mantenere fede alla nostra mission, quella di essere sempre dalla parte di chi crea. I mancati incassi della nostra Società sono lo specchio di altrettanti mancati incassi per gli autori, gli interpreti, gli editori, tutti coloro che producono cultura, spettacolo e intrattenimento nel nostro Paese. Come ha scritto il celebre musicista e compositore Jean-Michel Jarre, già Presidente della Confederazione Internazionale delle Società di autori e compositori, la cultura ci rende resilienti e ci dà una speranza. Ci ricorda che non siamo soli”, dichiara il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini.

Oltre all’appello oggi si è tenuto allo Stadio San Siro di Milano un appuntamento con i maggiori organizzatori di concerti in Italia per rivolgere l’appello “Presidente Draghi Aiuto”. In conferenza stampa le richieste: stop al distanziamento e alle limitazioni di capienza per la musica live. A partecipare tra gli altri i vertici di Assomusica, di Friends and Partners, di Live Nation Italia, di Vivo Concerti, di Trident Music. “Oggi è il nostro d-day, pretendiamo dal governo un piano certo per la ripartenza e lo chiediamo ufficialmente e a voce alta”. Le organizzazioni chiedono un tavolo subito altrimenti le società rischiano di chiudere.

“I tempi sono maturi per un aumento della capienza agli eventi. Ma dovrà essere fatto in modo graduale e specifico”, ha detto a TimeLine su SkyTg24 il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, secondo il quale sull’argomento “la prossima settimana ci sarà un’altra riunione del Cts”. Sileri ha aggiunto: “Non è prematuro aumentare i posti nei cinema, riaprire gli stadi, fare dei concerti. È chiaro che deve essere fatto con gradualità perché il cinema è una cosa, il teatro è un’altra cosa e il concerto è un’altra cosa ancora. E sul concerto, dove maggiore può essere il rischio, servono ovviamente delle garanzie maggiori”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.