Valutazioni “non scientifiche” che hanno impedito al vaccino Sputnik di essere diffuso nella lotta al Covid e che se fossero state svolte regolarmente “tutti i cittadini della Campania sarebbero già immunizzati”. È l’attacco del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che recrimina l’immobilismo e l’inflessibilità dei vertici europei verso il farmaco russo, lasciando intendere che a bloccare il siero, più che una motivazione medica, sia stato un calcolo politico. Con il vaccino Sputnik – secondo De Luca – ci sarebbe stata una campagna di somministrazione più spedita.

La Regione aveva pre-ordinato diverse dosi del vaccino russo, generando non poche polemiche, e subordinandone la somministrazione all’approvazione da parte delle agenzie di controllo del farmaco. “Abbiamo pensato a Sputnik – chiarisce De Luca – perché la più autorevole rivista scientifica, Lancet, ha certificato una copertura di oltre il 92% di questo vaccino. Lo Spallanzani ne sta verificando l’efficacia. San Marino lo ha somministrato a tutti i suoi 30mila abitanti. Più di 60 Paesi al mondo lo utilizzano e la Germania ne sta acquistando 20 milioni di dosi”.

Il governatore attacca poi il governo: “Noi non ci pronunciamo sulla valutazione scientifica, che spetta all’Aifa, ma abbiamo detto all’esecutivo di muoversi, di non perdere tempo”. “Il vaccino Pfizer – ha concluso – è stato approvato in 10 giorni, fate la stessa cosa con Sputnik, dite sì o no, ma muovetevi”.

Il contratto privato tra Palazzo Santa Lucia e Sputnik risale allo scorso 26 marzo, quando De Luca si era assicurato una fornitura da 3,5 milioni di dosi. Il vaccino intanto ha subito alcuni stop, da parte ad esempio dell’Anvisa, l’agenzia nazionale brasiliana deputata alla regolamentazione dei farmaci, che aveva parlato a fine aprile di “grave caso di non conformità”, oppure dalla direttrice dell’Istituto statale per il controllo dei farmaci della Repubblica Ceca, Irena Storova, che aveva fatto sapere come la documentazione fornita al suo paese da parte dei produttori fosse “insufficiente per una valutazione dei rischi e dei benefici”.

In Russia, intanto, il vaccino si è evoluto. Ne è stata registrata infatti una versione monodose denominata “Sputnik Light”, che permetterebbe di accelerare la campagna di somministrazione. Del nuovo siero, però, non sono state rilasciate precisazioni circa l’effettiva efficacia.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.