Approvata ieri dalla Camera dei Deputati la proposta di legge che impedirà ai bambini figli di madri detenute di andare in carcere. Presenti in aula al momento del voto 250 deputati: il testo è passato con 241 voti favorevoli, 7 contrari, 2 astenuti. Dunque la maggioranza ha tenuto intorno a questo provvedimento definito dai più “di civiltà”. A votare contro Fratelli d’Italia in quanto la legge “non tutela né i cittadini né i minori”, ha detto il deputato Vinci nelle sue dichiarazioni di voto.

Il provvedimento – a prima firma del deputato dem Paolo Siani, relatore il collega di partito Walter Verini – punta a promuovere il modello delle case famiglia. Lo scopo – come ha spiegato lo stesso Siani – è quello di superare la normativa in vigore, quella che una decina di anni fa istituiva gli Istituti di detenzione attenuata. Se la nuova norma avesse anche il via libera anche del Senato, le mamme che hanno con sé un bambino fino a 6 anni sarebbero collocate in case famiglia protette, “dove il bambino non ha alcuna percezione di vivere in un carcere, può crescere meglio e avere migliori rapporti con la sua mamma, che è sicuramente più serena e più pronta anche a cambiare e a redimersi”.

“Lo sviluppo del cervello di un bimbo – ha aggiunto Siani – è più veloce nei primi due anni di vita e molto influenzato dall’ambiente in cui vive. E sarà influenzato in maniera positiva se l’ambiente è stimolante, mentre se cresce in un carcere il suo cervello avrà solo effetti tossici”. Approvando in via definitiva la legge Siani sarebbe reso assoluto il divieto di applicazione di custodia cautelare in carcere anche per la donna incinta ma al contempo, in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, è comunque previsto il ricorso agli istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam). Tale iniziativa legislativa si muove della direzione segnata anche dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia che qualche mese fa aveva auspicato un carcere senza bambini: “La nostra meta ideale è mai più bambini in carcere”, aveva detto durante l’audizione riguardo all’indagine conoscitiva sull’esecuzione della pena per i detenuti minorenni e sulla situazione delle detenute madri.