Evento dell’anno, inatteso ma temuto – la guerra dei Sei Giorni, del mese di giugno con il nuovo Giulio Cesare israeliano: Moshe Dayan, calmo e invincibile con una romantica benda nera su un occhio. La morte più segreta e triste, quella di Luigi Tenco che aveva portato autenticità e poesia nella canzone italiana. E poi le continue e ostinate disfatte dell’esercito americano in Vietnam, cosa che oggi appare incredibile per un evento, una situazione che è sotto i nostri occhi anche se non siamo in grado di vederla con gli occhi di ieri. Chi ha meno di sessanta anni, infatti, non può ricordare il valore emotivo della guerra del Vietnam che seminò veleno in politica, nella letteratura e nel cinema con le canzoni travolgenti di Joan Baez e Bob Dylan che accendevano scontri di piazza in America ed Europa.

Ciò che oggi sembra incredibile è che mentre leggete queste righe, proprio adesso, gli Stati Uniti e il Vietnam sono alleati militarmente contro la Cina comunista e schierano insieme le loro flotte nel Mare del Sud della Cina dove le motovedette vietnamite (gentilmente concesse dal Giappone) sono schierate con la flotta americana, australiana, giapponese, indonesiana, la più tecnologica portaerei inglese Queen Elizabeth e navi da guerra francesi, mentre è in corso uno dei più pericolosi “stand off” dei nostri giorni che potrebbe portare a una guerra. Prova ne sia che ieri, nel suo discorso ben soppesato in Parlamento, il nuovo capo del governo Mario Draghi ha dedicato un minuto a quella situazione per dire che l’Italia è schierata dalla parte dell’Occidente ed è consapevole di quel che accade adesso. Ecco perché uno schieramento del genere sembra incredibile ricordando ciò che accadeva nel 1967, quando la Cina comunista di Mao Zedong concesse al Vietnam un enorme prestito per acquistare le sue stesse armi. Le armi usate dal Vietnam per battere l’America. Ma la Cina poi rivolle indietro ogni centesimo, tentando di sottomettere lo stesso Vietnam che aveva resistito ai francesi e agli americani.

Nascevano le scarpe da palestra Nike. Morivano gli astronauti americani nel rogo dell’ “Apollo 1” e papa Paolo VI era furioso per l’imminente introduzione del divorzio in Italia. Ma si schiudeva un altro uovo di serpente: con le rivelazioni di Lino Jannuzzi sull’Espresso, secondo cui tre anni prima, nel 1964, l’Italia era sfuggita a un colpo di Stato orchestrato dai servizi segreti italiani e stranieri con un ambiguo intervento del presidente della Repubblica Antonio Segni che – secondo questa ricostruzione – sarebbe stato stroncato da un ictus nel corso di un violento alterco con Giuseppe Saragat (che fu il suo successore) mentre Pietro Nenni, leader dei socialisti, ammetteva di aver udito “un tintinnar di sciabole”, come dire una presenza eccessiva dei militari sui politici.

Nella violenta polemica che ne seguì, il direttore dell’Espresso Eugenio Scalfari attaccò frontalmente il leader democristiano Aldo Moro che aveva imposto degli “omissis” su documenti che avrebbero potuto confermare l’esistenza di un tentativo di golpe e si sviluppò una polemica violentissima di cui fui testimone quando partecipai alla nascita di Repubblica e gli anni a seguire. Quando poi finalmente gli “omissis” furono resi disponibili, si vide che non nascondevano alcun segreto. Ho personalmente cercato di andare più a fondo nella vicenda durante l’inchiesta parlamentare sugli agenti sovietici in Italia e vedemmo confermata l’origine sovietica delle indiscrezioni. Ma qualcosa di vero c’era: Ferruccio Parri, il leader della formazione Giustizia e Libertà nella Resistenza e poi brevemente presidente del Consiglio, rivelò che esisteva un lungo elenco di personalità della sinistra e dei sindacati che avrebbero dovuto essere arrestati e trasferiti in un campo di concentramento in Sardegna per un piano della Nato che fu imposto all’Italia dopo i fatti di luglio del 1960 quando una insurrezione diffusa e non coordinata rivelò quanto inconsistenti fossero le capacità di informazione e di risposta da parte dello Stato.

Per questo fu imposta, e in Italia accettata, la formazione di una speciale brigata corazzata dei Carabinieri, con il compito di fronteggiare con le armi un’eventuale rivolta che si supponeva diretta da una parte del Pci su cui l’Unione Sovietica aveva più influenza. In realtà non accadde nulla di nulla. Gli elenchi erano veri e provocarono una grave crisi istituzionale, ma non ci fu alcun tentativo di colpo di Stato, ma semmai una forte propaganda reazionaria contro la sinistra del Psi al governo che reclamava – alla maniera dei laburisti britannici – nazionalizzazioni delle industrie più importanti e dirigismo statale. Lo scontro fu giornalistico e poi politico e portò a un processo in cui Scalfari e Jannuzzi furono condannati in primo grado e poi per questo messi in salvo dal segretario socialista Giacomo Mancini nelle liste elettorali del Psi dell’anno successivo, che portarono Scalfari deputato a Milano e Jannuzzi senatore di Sapri, celebre per la sventurata impresa risorgimentale di Carlo Pisacane e dei suoi trecento “giovani e forti” che nel 1857 furono in gran parte massacrati sulla spiaggia dello sbarco dai contadini e dalla gendarmeria borbonica.

Quella vicenda, curiosamente, fu la premessa per la nascita del quotidiano la Repubblica perché quando Scalfari, terminato il mandato parlamentare nel 1973 non fu rieletto per una lite con un vigile urbano a Milano, si trovò la porta sbarrata alla direzione dell’Espresso e decise di mettere in cantiere un quotidiano tabloid di formato e contenuti nuovissimi in Italia, che fu appunto La Repubblica. La sindrome del colpo di Stato stava diventando una malattia nazionale e i complotti, non tutti inventati, erano continui. Il 21 aprile di quell’anno un colpo di Stato ad Atene aveva instaurato la dittatura di una giunta militare che aveva esiliato il re (che non tornò più) e instaurato una dittatura anticomunista. Di conseguenza, una massa di fuggiaschi greci dalla dittatura si riversò in Italia per organizzare la resistenza contro il regime di Atene, il quale a sua volta inondò l’Italia di agenti e spioni, per lo più sotto forma di falsi studenti universitari che controllavano gli studenti greci in esilio.

La Grecia aveva subito anni di guerra civile per l’ostinazione di una frazione del suo partito comunista deciso a compiere una rivoluzione malgrado il netto no di Stalin da Mosca, che riconosceva la Grecia come parte dell’Occidente secondo gli accordi di Yalta. Il mondo del 1967 era ancora un mondo con l’arma al piede, che stava forzatamente e spietatamente alle regole del gioco. L’anno successivo, nel 1968, i sovietici metteranno fine all’esperimento del “socialismo dal volto umano” del comunista Dubcek a Praga e nessuno muoverà un dito in Occidente, compresi i comunisti italiani che emisero pochi sussurri e proteste.

La guerra dei sei giorni in Medio Oriente fu la replica di quella del 1948 quando le potenze arabe rifiutarono il doppio Stato ebraico e palestinese e scelsero la guerra totale a Israele e la persero nella maniera più umiliante. Nel 1967 Egitto, Siria, Giordania e tutti gli Stati arabi formarono una coalizione perfettamente armata dalle più recenti armi sovietiche, mentre gli israeliani perfezionarono la loro strategia fondata sulle unità individuali mobili e l’uso di una aviazione fulminea nel distruggere gli aerei nemici ancora sulle piste di volo, mentre i carri armati conquistavano il Sinai, la striscia di Gaza egiziana e le alture di Golan strappate alla Siria, oltre a Gerusalemme Est e altri territori.

L’Egitto si rese conto con Anwar Sadat succeduto a Nasser che era preferibile trovare la via della pace con lo Stato ebraico, ma il resto del mondo arabo appoggiò la nascita e l’azione armata dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, guidata dall’ingegnere egiziano Yasser Arafat che per puro caso spese con me la sua ultima notte in Europa per una lunga intervista prima di tornare al suo compound da cui non uscì vivo. La guerra dei sei giorni di giugno di quell’anno spaccò la sinistra: l’ala filoebraica con intellettuali come Bruno Zevi si schierarono con Israele mentre la sinistra ortodossa si schierò con gli arabi. Avvenne così di fatto una mutazione nella sinistra, specialmente quella comunista che già in passato, sotto Stalin, era stata percorsa da occulti sussulti antiebraici.

Il 9 ottobre Che Guevara sale ferito dopo uno scontro a fuoco su un treno a La Higuera in Bolivia. Lo riconoscono, lo arrestano e dopo un paio di giorni in una casa dei servizi segreti boliviani el Che è fucilato. Nello stesso mese lo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi è incoronato Re dei re e nessuno pensava a quei tempi che la Persia sarebbe diventata l’Iran degli ayatollah: Pahlavi era un monarca assoluto con un servizio segreto crudele e sospettoso, ma le donne iraniane portavano la minigonna e lavoravano come in Occidente. Il divo dell’anno fu il fascinoso dottor Christian Barnard. Un sudafricano che fece il primo trapianto di cuore umano. Fu un avvenimento gigantesco e il suo primo paziente pur sapendo di aver potuto prolungare la sua vita solo di qualche mese perché mancavano ancora le terapie antirigetto, si faceva fotografare felice per il miracolo che lo manteneva ancora vivo. Un uomo non altrettanto simpatico saliva intanto al potere in Romania: Nicolae Ceausescu che creò un comunismo nazionalista detestato dai sovietici. Ceausescu adorava la canzone My Way (A modo mio) cantata da Frank Sinatra, perché si vantava di praticare le teorie marxiste a modo suo.

Quando caddero i regimi comunisti dopo la caduta del Muro di Berlino, fu barbaramente trucidato con la moglie Elena dopo un processo farsa in una scuola elementare. Le manifestazioni negli Stati Uniti contro la guerra nel Vietnam dilagano: Martin Luther King prende ufficialmente posizione contro la guerra e Cassius Clay – con il nuovo nome di Muhammad Alì – rifiuta il servizio militare e subisce una degradazione non molto diversa da quella che moltissimi anni prima aveva subito il capitano Alfred Dreyfus in Francia. Dreyfus era stato spogliato pubblicamente delle sue mostrine, gradi e medaglie militari. A Muhammad Ali fu tolto il titolo di campione ed escluso dal ring per i successivi tre anni.

Intanto, la Spagna del caudillo Francisco Franco, la Cecoslovacchia della nascente primavera di Praga e la Francia della quarta Repubblica erano percorse da profonde fratture e segnali di imminente catastrofe e forse imminente rinascita. Un testo fondamentale – allora – stava scavando sotto le fondamenta degli Stati occidentali, anche se oggi è un testo privo di qualsiasi interesse: L’uomo a una Dimensione di Herbert Marcuse era dal 1964 il più aggiornato compendio dei mali del capitalismo e nel suo nome crescevano ovunque gruppi di dissidenti e rivoluzionari. Non solo il Sessantotto era alle porte, ma l’Europa e l’America covavano la grave crisi degli anni Settanta che sconvolse il mondo e di cui portiamo ancora i segni.

 

LA CRONOLOGIA DEGLI EVENTI DEL 1967

8 gennaio- in Vietnam l’esercito Usa scatena un’offensiva sul delta del Mekong che si rivelerà fallimentare

25 gennaio- Philip Knight e Bill Bowerman fondano l’azienda produttrice di abbigliamento sportivo Nike

11 marzo- a Londra i Pink Floyd pubblicano il primo singolo: Arnold Layne/Candy and a Currant Bun

28 aprile- a Montréal, in Canada si apre l’Expo 67, esposizione mondiale di architettura, design, tecnologia, cultura. Fu l’esposizione di maggior successo della storia, con più di 50 milioni di visitatori

29 maggio- in Nigeria, a seguito della dichiarazione di indipendenza, scoppia la guerra del Biafra

1° giugno- i Beatles pubblicano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, uno degli album-simbolo della musica rock

5-10 giugno- Guerra dei sei giorni tra Israele e Egitto, Siria e Giordania. Le forze israeliane, guidate dal ministro della difesa Moshe Dayan, occupano la penisola del Sinai, la striscia di Gaza, il settore arabo di Gerusalemme, la Cisgiordania e le alture siriane del Golan

11 giugno- Felice Gimondi vince il cinquantesimo Giro d’Italia

25 luglio- a Città del Capo il chirurgo Christian Barnard esegue il primo trapianto di cuore

7 agosto- la Repubblica Popolare Cinese invia aiuti economici al Vietnam del Nord sotto forma di prestito

9 ottobre- Che Guevara, ferito e catturato in un’imboscata delle forze governative in Bolivia, viene fucilato

19 ottobre- la sonda Mariner 5 viene lanciata verso Venere

8 novembre- viene lanciata la prima Emittente radiofonica della BBC

Giornalista e politico è stato vicedirettore de Il Giornale. Membro della Fondazione Italia Usa è stato senatore nella XIV e XV legislatura per Forza Italia e deputato nella XVI per Il Popolo della Libertà.