L'inchiesta sul disastro del Mottarone

Strage della funivia, spunta il video dell’incidente: giallo su un guasto sabato pomeriggio

Strage della funivia, spunta il video dell’incidente: giallo su un guasto sabato pomeriggio

Le telecamere erano puntate sulla zona d’arrivo delle cabine, con diverse angolazioni. Gli attimi precedenti la tragedia del Mottarone, dove domenica sono morte 14 persone, tra cui due bambini, sono state riprese dalle telecamere di sorveglianza e sequestrate nelle indagini condotte dalla Procura di Verbania.

Immagini forti, assicura chi ha già potuto osservarle. Nei vari ‘frame’ si vede infatti la cabina arrivare a pochi metri dalla stazione di monte della funivia del Mottarone, rallentare quando l’operatore sta per aprire il cancellato per far scendere i passeggeri e poi il dramma, col rumore della fune traente che si spezza e la cabina che riparte con la sua corsa al contrario, uscendo dalla visuale e precipitando dopo qualche decina di metri.

Nell’audio, scrive il Corriere della Sera, si sentirebbe anche il rumore forte e netto fatto dalla fune che si spezza, mentre si vede anche l’addetto che viene sbalzato all’indietro, particolari questi smentiti dal procuratore di Verbania, dato che nelle immagini da lei visionate “non c’è audio”.

Filmati che sono finiti nel ‘corpaccione’ dell’inchiesta in mano al procuratore Olimpia Bossi e al sostituto Laura Carrera: le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravissime contro ignoti, ma Bossi ha spiegato ieri che si sta valutando anche l’ipotesi di disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti. Quanto al video, il procuratore di Verbania ha spiegato questa mattina che “si vede la funivia che improvvisamente torna indietro, sono immagini in bianco e nero e non particolarmente nitide”.

CONTROLLI E RESPONSABILITÀ – Un quadro in cui ad oggi manca chiarezza sulle competenze della funivia, e quindi delle responsabilità. Il Comune di Stresa, tramite il sindaco Marcella Severino, ha spiegato infatti che non sarebbe stato ancora formalizzato il passaggio di proprietà tra l’ente locale e la Regione, che sarebbe dovuto avvenire nel 2016. 

Su questo è arrivato però un rimpallo di responsabilità da parte della Regione Piemonte, con l’assessore al Patrimonio Andrea Tronzano che ha sottolineato in Consiglio regionale che la proprietà dell’impianto del Mottarone è del Comune di Stresa dal 1997 anche se “la trascrizione non è potuta avvenire perché il Comune non ha prodotto gli atti più volte richiesti”. “Noi siamo ancora nella fase di lutto, stiamo ancora pregando per la vita di Eitan, ma i titoli di oggi ci sollecitano a informare il Consiglio prima di tutti: il tema che è emerso in questi giorni merita una risposta”, ha aggiunto l’assessore.

Ma risvolti nuovi arrivano anche dalla questione controlli, che tirano in ballo quindi la Ferrovie del Mottarone di proprietà di Luigi Nerini, che ha la gestione dell’impianto, e la società Leitner di Vipiteno, azienda leader nel settore che aveva eseguito i lavori di ristrutturazione della linea e che si occupa della manutenzione dell’infrastruttura.

Agli inquirenti è arrivato un esposto da parte dell’avvocato Ferdinando Paglia, rappresentante della società Alfar di Milano. Quest’ultima aveva partecipato, salvo poi ritirarsi, alla gara del 2015 per i lavori di ristrutturazione, vinta poi da Leitner. Alfar infatti aveva ritenuto fosse necessaria una totale ristrutturazione dell’impianto, più di quanto previsto dal bando, e i costi sarebbero stati insostenibili. “Per questo avevamo mandato un esposto a Comune e Regione perché prendessero atto di quella situazione, a nostro avviso pericolosa”, spiega l’avvocato Paglia. 

Il legale ha sottolineato che l’azienda non ha “alcun interesse a speculare su quello che è accaduto, ma solo a fare il nostro dovere civico dopo questo immane incidente”, anche perché nel frattempo “tutto potrebbe essere stato riparato”

IL GUASTO DI SABATO – Ulteriore novità, riportata da Repubblica che cita un testimone, sarebbe quella di un guasto avvenuto alla funivia sabato pomeriggio, dunque meno di 24 ore prima della tragedia. La struttura si sarebbe bloccata per mezz’ora e sarebbero intervenuti i tecnici. La domanda è scontata: può esserci un rapporto con l’incidente mortale avvenuto la mattina seguente?

La circostanza è stata conferma dal procuratore Bossi: “Il giorno prima dell’incidente -ha spiegato – ci è riferito che si è verificato un blocco dell’impianto, si è fermata la funivia e c’è stato un intervento per rimetterla in funzione. Se questo sia collegato o meno con l’incidente ancora non lo sappiamo, così come non sappiamo se erano presenti all’interno della cabinovia delle persone”.

Bossi ha spiegato in un incontro in Procura che il testimone, un escursionista toscano che aspettava una delle ultime corse del sabato per tornare a Stresa, sarà sentito al più presto.

IPOTESI ‘FORCHETTA’ – La procuratrice di Verbania non ha escluso anche l’ipotesi della ‘forchetta’, che secondo Bossi “fa parte degli accertamenti in programma” ma che dal video “non si vede”. “La ‘forchetta’ – ha aggiunto – è un meccanismo che fa parte del sistema di blocco e sblocco della cabina e se sia stato inserito o meno dovrà essere accertato“.

L’ULTIMA REVISIONE – L’ultima revisione, aveva sottolineato il procuratore Bossi, è stata effettuata nel novembre 2020, sei mesi fa: “Stiamo acquisendo i report finali, che per legge devono essere trasmessi a un ufficio periferico territoriale del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Anche sulla scorta di quello che emergerà – conclude – avremo un quadro completo”. La società Leitner in un documento ha invece spiegato che le centraline idrauliche di frenatura dei veicoli erano state controllate l’ultima volta il 3 maggio scorso.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia

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