“Sembra mio marito, è Paolo, è Paolo, perchè ha una fossetta qua, ha i capelli più indietro, ma è comunque lui, nella foto del telegiornale lo riconosco ancora meglio. È Paolo, ed è riconoscibile da parte mia nella parte inferiore del video, qui però ha i capelli più indietro”. Con queste parole, quasi 41 anni dopo, Maurizia Bonini, ex moglie di Paolo Bellini, imputato nel nuovo processo sulla Strage del 2 agosto 1980, ha smontato l’alibi dell’ex marito che ha sempre detto di trovarsi in ferie con la famiglia in quelle drammatiche ore. L’ex moglie ha confermato alla Corte di assise dopo aver rivisto in aula il video del turista straniero girato in stazione a Bologna la mattina della bomba di aver riconosciuto il volto dell’ex marito. L’imputato era uscito dall’aula poco prima della testimone.

Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale è ritenuto dalla Procura generale di Bologna il ‘quinto uomo’ della strage del 2 agosto 1980 che avrebbe agito in concorso con gli ex Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva) e con Gilberto Cavallini (condannato in primo grado). Oggi 68enne, Bellini è imputato nel nuovo processo sulla strage di Bologna a quasi 41 anni dall’attentato più sanguinario della storia della Repubblica che fece 85 morti e oltre 200 feriti.

Maurizia Bonini ha testimoniato coperta da un paravento, su sua richiesta e dopo che la Corte d’Assise ha deciso in tal senso. “Noi diamo parere favorevole alla testimonianza con il paravento – ha detto il Pgperchè è una situazione delicatissima, conosciamo la storia di Bellini e si tratta di cose che riguardano legami familiari, emergono preoccupazioni e la Corte deve assicurare la genuinità della testimonianza”. Bellini, dopo la decisione della corte si è alzato e ha detto: “Io esco dall’aula durante l’audizione dei miei familiari, cosi’ non si creano problemi, ma i miei legali hanno diritto di vedere la testimone”. Ma la testimonianza è proseguita dietro il paravento.

“Ha detto una bugia, ha ingannato tutti, non potevo immaginare che fosse lì in quella situazione, e Daniela”, cioè la nipote di Paolo Bellini, che era in auto con lui nel tragitto verso Rimini, “c’era, dovete chiedere a lui dove ha messo la bambina, e anche se è arrivato in ritardo, era il 2 agosto”, ha continuato Maurizia Bonini. Rispondendo alle domande del sostituto pg Umberto Palma, Bonini precisa di aver detto “purtroppo è lui” quando riconobbe per la prima volta l’ex marito – durante l’interrogatorio del 12 novembre 2019 – nel video registrato da un turista il giorno dell’attentato perchè, appunto, “non potevo immaginare che fosse lì in quella situazione”.

“Ho detto una bugia, chiedo scusa a tutti”. E ancora: “Sì, a questo punto, posso dire che all’epoca ho dichiarato il falso”. Quando Bellini fu indagato per la Strage, lei confermò il suo alibi dicendo che era arrivato a prenderla a Rimini intorno alle 9-9.30 del mattino, per poi partire insieme a lei, ai due figli piccoli e alla nipote per il Passo del Tonale, dunque orari non compatibili con la sua presenza in stazione al momento dell’esplosione della bomba, alle 10.25. Quasi 41 anni dopo invece, Bonini ha detto: “Non ricordo a che ora arrivò mio marito a prendermi a Rimini, mi ricordo però che mia madre tornò tardi in albergo”.

La madre di Maurizia (Eglia Rinaldi, deceduta), infatti, come è emerso durante gli interrogatori, rientrò a Torre Pedrera, localita’ vicino a Rimini, in ritardo per l’orario di pranzo, tanto che ci fu una discussione con il marito. Questa versione è stata confermata anche dal fratello della Bonini, l’ex cognato di Bellini. “L’orario delle 9.15 – ha spiegato poi Maurizia rispondendo alle domande dei legali di Bellini – me lo disse mio suocero (Aldo Bellini, ndr)”.

Anche la figlia di Bellini testimone al processo: “Io segnata da questa storia”

“Visto che mi trovo in questo processo, mi sento di voler dire a tutti che è stata una mia decisione testimoniare, perchè questa vicenda ha scombussolato la mia vita, credo sia giusto dare testimonianza per una cosa così grave, ma soprattutto perchè penso alle vittime, al di là di quello che sarà l’esito di questa cosa, nonostante io sono figlia di Paolo Bellini, vado a testa alta perchè ho avuto una vita completamente diversa”. Sono parole di Silvia Bonini, figlia di Paolo Bellini, l’ex Avanguardia Nazionale imputato per concorso nella Strage del 2 agosto 1980. Quel giorno, Silvia Bonini, che spiega di aver cambiato cognome una ventina di anni fa prendendo quello della madre e di aver interrotto completamente i rapporti con il padre, aveva solo 9 anni.

Davanti ai Pg ha spiegato di non ricordare nulla del giorno dell’attentato, tantomeno del viaggio fatto in auto con i genitori, il fratello Guido e la cugina Daniela, da Rimini al Passo del Tonale. Tuttavia ha dichiarato, con la voce rotta dall’emozione, di sperare che “tutte le testimonianze possano fare luce per le vittime. Per la mia famiglia è stata una grande sofferenza, mi sono sentita davvero di venire oggi, era piu’ facile non rispondere, ma io ho una coscienza, perche’ siamo tutti toccati da questa cosa”.

La cugina Daniela Bellini (figlia del fratello di Paolo Bellini, Guido, deceduto) invece, che aveva la stessa età all’epoca, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ma durante gli interrogatori con i Pg, anche lei aveva detto di non ricordare nulla di quel giorno. Tra gli altri familiari di Bellini che hanno testimoniato oggi, c’e’ l’ex cognato Michele Bonini, che ha confermato che il 2 agosto 1980, mentre la famiglia era riunita a pranzo a Torre Pedrera (Rimini), sua madre, Eglia Rinaldi, arrivò molto tardi, verso le 13.30, perchè aveva accompagnato Maurizia Bonini (ex moglie di Paolo Bellini) a Rimini, da dove poi i due partirono con i figli per la montagna.

Questo confermerebbe la falsità dell’alibi di Bellini, che collocò la partenza dalla cittadina romagnola attorno alle 9 di mattina. Più complicata la deposizione di Marina Bonini, vedova di Guido Bellini (fratello di Paolo), che dopo aver detto, in fase di indagine, di non ricordare come e con chi sua figlia Daniela raggiunse il Passo del Tonale per le vacanze nell’agosto del 1980, oggi ha detto di aver accompagnato la figlia, la mattina del 2 agosto, a Scandiano o a Pratissolo, nel Reggiano, e di averla lasciata a Paolo Bellini. Alle contestazioni dei Pg, che hanno più volte sottolineato questa incongruenza, Bonini ha spiegato di essere andata in confusione al momento dell’interrogatorio perchè si è sentita “inquisita”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.