Sarà il test fondamentale per capire in che direzione andrà l’esecutivo di Mario Draghi sulla giustizia, col dicastero di via Arenula passato dal ‘turbomanettaro’ Alfonso Bonafede all’ex presidente della Consulta Marta Cartabia.

Mercoledì infatti si voteranno alla Camera gli emendamenti presentati dai deputati Riccardo Magi (+Europa) e Enrico Costa (Azione) su un tema delicatissimo per la variegata maggioranza a sostegno del presidente del Consiglio: la presunzione di innocenza, un “faro” per il ministro Cartabia.

Gli emendamenti proposti nella legge di delegazione europea farebbero diventare obbligatori per legge dei principi che per il giustizialismo grillino sono un tabù.

Che la maggioranza possa sbriciolarsi di fronte agli emendamenti è evidente: il Movimento 5 Stelle infatti non può votare proposte di garantismo come quella di dire stop alle conferenze stampa dei procuratori dopo le operazioni di polizia, alle ordinanze passate ai giornalisti, ai filmati e alle intercettazioni confezionate dalle procure e date in pasto alla stampa.

Tra gli emendamenti di Costa e Magi si chiede infatti che non vengano diffusi fino alla conclusione delle indagini preliminari “filmati contenenti riprese di atti di indagine preliminare (intercettazioni, perquisizioni, esecuzione di misure cautelari), né audio di intercettazioni non ancora vagliate nell’apposita udienza stralcio“.

Un divieto che colpisce anche i giornalisti-portavoce dei procuratori è quello della “pubblicazione integrale dell’ordinanza di custodia cautelare”, mentre a proposito di comunicazione Magi e Costa chiedono di consentire “esclusivamente e tassativamente la diramazione di comunicati stampa con l’indicazione degli specifici fatti e delle norme contestate ai soggetti indagati”, con lo stop a interviste e conferenze fiume dei pm.

Non una novità rivoluzionaria, va detto: come ricorda Repubblica sono tutti principi già contenuti in una direttiva europea del 2016 che l’Italia doveva recepire. Nella direttiva europea viene chiarito che la presunzione d’innocenza viene violata “se dichiarazioni pubbliche rilasciate da autorità pubbliche o decisioni giudiziarie diverse da quelle sulla colpevolezza presentassero l’indagato o imputato come colpevole fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia