Ha attirato l’attenzione alla stazione di Lion Part Dieu. Indossava il burqa e minacciava (“vi faccio saltare in aria”) continuando a urlare “Allah Akbar”. La Francia cade di nuovo nell’incubo del terrorismo islamico a quasi una settimana dalla decapitazione dell’insegnante che aveva mostrato in classe delle caricature di Maometto in una lezione sulla libertà di espressione. E poco importa se la donna non aveva addosso nessun esplosivo e se è stata fermata nel giro di pochi minuti dai reparti di anti-terrorismo.

La stazione di Lione, per l’episodio avvenuto oggi pomeriggio, è stata evacuata in pochi minuti, il traffico ferroviario totalmente interrotto. La donna aveva dei bagagli. Non aveva con sé nessun esplosivo nonostante le minacce. Verifiche di artificieri e squadre cinofile sono comunque ancora in corso. Prima dell’arresto è stata isolata su un marciapiede.

“Già da alcuni giorni in Francia c’è massima allerta per eventuali attentati”, hanno detto fonti della sicurezza francesi all’Ansa. Il timore, a quanto emerge, è che possano essere nel mirino dei terroristi aeroporti e istituzioni francesi. Soltanto ieri si è tenuto l’omaggio nazionale in ricordo del professore barbaramente ucciso la settimana scorsa. “Samuel Paty incarnava la Repubblica – ha detto nell’occasione il Presidente Emmanuel Macron –Non rinunceremo alle caricature e ai disegni. In Francia i Lumi non si spengono mai, continueremo la battaglia per la libertà”.

Paty è stato decapitato dal 18enne rifugiato ceceno Abdullakh Anzorov. L’attentatore si è presentato venerdì pomeriggio davanti alla scuola media Bois d’Aulne di Conflans Sainte Honorine. Avrebbe pagato, secondo la ricostruzione del procuratore anti-terrorismo incaricato del caso, circa 350 euro a due ragazzi che hanno accettato di indicargli il professore di storia e geografia. Giorni prima, il padre di un’allieva, Brahim Chnina, aveva promosso una campagna contro il docente per la sua lezione con le caricature del profeta dell’Islam. L’attentatore sarebbe entrato in contatto proprio con Chnina. Quest’ultimo sarebbe stato legato all’imam radicale Abdelhakim Sefrioui, che aveva contribuito attivamente alla campagna contro il professore. Anche l’imam è ora agli arresti. I due ragazzi di 14 e 15 anni accusati di aver indicato l’insegnante ad Anzorov sono stati incriminati per “complicità” e posti sotto controllo giudiziario.