Mohamed Sow aveva 28 anni quando scomparve da Invorio, un piccolo paese in provincia di Novara: era il 16 maggio del 2001. Oggi, a distanza di 20 anni, la vicenda che lo riguarda si arricchisce di un nuovo tassello. Appartengono a lui i resti ritrovati da un passante lo scorso aprile in un bosco tra Oleggio Castello e Gattico, nelle colline novaresi: l’ha reso noto la Procura di Verbania.

Le analisi eseguite hanno dimostrato che Sow venne ucciso con alcuni colpi alla testa e poi seppellito. Ma questa scoperta non basterà a riaprire il caso, che rimarrà senza alcun colpevole.

I fatti

Il giovane, arrivato in Italia dal Senegal nel 1998, lavorava presso la Pulimetal, azienda di pulitura metalli di proprietà di due calabresi di Taurianova, Rocco Fedele e Domenico Rettura. Proprio su di loro si erano concentrate le indagini. Il giorno della sua scomparsa infatti Mohamed era uscito di casa per raggiungere l’azienda a Paruzzano, un paese poco distante da dove abitava, con l’intenzione di licenziarsi. Ma era svanito nel nulla, con indosso la tuta da lavoro e senza passaporto.

Il pm di Verbania Fabrizio Argentieri aveva accusato Fedele e Rettura di omicidio e occultamento di cadavere. Il delitto si sarebbe verificato a causa di un litigio per il mancato rispetto degli accordi sulla retribuzione. Secondo gli inquirenti Rettura e Fedele avrebbero ucciso Sow e ne avrebbero fatto sparire il cadavere, che non era stato mai ritrovato. Ma dopo ben 7 processi, nel 2014 arrivò per loro l’assoluzione in via definitiva. Proprio la mancanza del cadavere era stato un elemento decisivo affinché non venisse accolto l’impianto accusatorio della Procura.

La perizia, ordinata dalla Procura di Verbania ed eseguita dagli esperti del laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’università degli Studi di Milano diretto da Cristina Cattaneo, ha confrontato le radiografie del capo eseguite al giovane nel 2000 dopo un incidente stradale con il teschio recuperato ormai sette mesi fa. Identificando così Sow. Ma questo non basterà a far riaprire il caso.

Uno dei “cold case” della storia giudiziaria italiana

L’imputato  che è stato assolto o prosciolto con sentenza irrevocabile – ricorda la procura – non può “essere sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure diversamente qualificato o circostanziato”. Per questo motivo, considerata l’assoluzione degli imputati, Mohamed Sow non avrà giustizia

Nel frattempo i due imprenditori Fedele e Rettura hanno chiuso l’azienda nel novarese e sono tornati in Calabria. Qui nel 2017 sono stati arrestati nell’ambito di una maxi operazione contro la ‘ndrangheta e sono rimasti agli arresti domiciliari fino a pochi mesi fa.

Roberta Davi