Il terremoto nella Procura di Milano continua. Francesco Prete e Donato Greco, rispettivamente procuratore e pm a Brescia, hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo e per il pm di Milano Paolo Storari: i due sono indagati per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito della vicenda dei verbali secretati dell’avvocato Piero Amara, che aveva svelato l’esistenza della presunta Loggia Ungheria.

Il fascicolo arriverà quindi davanti a un giudice di Brescia che fisserà l’udienza preliminare, col Gup che deciderà sull’eventuale processo per Storari e Davigo.

Sono invece fissati per la prossima settimana, entro il primo dicembre, gli interrogatori del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e del pm Sergio Spadaro, entrambi indagati per rifiuto in atti d’ufficio per il caso Eni-Nigeria. Entrambi i magistrati hanno chiesto di essere ascoltati dai pm di Brescia prima della conclusione delle indagini.

Negli altri filoni dell’inchiesta bresciana, scaturita dal caso ‘verbali Amara’ e dalle denunce di Storari sulla gestione dei procedimenti Eni, la Procura ha chiesto l’archiviazione per l’ormai ex procuratore di Milano Francesco Greco, indagato per omissione di atti d’ufficio per i ritardi sulle indagini su Amara.

LE ACCUSE A STORARI E DAVIGO – Secondo la tesi della procura di Brescia il pm Paolo Storari consegnò i verbali resi tra dicembre e gennaio 2020 di Amara, ex legale esterno di Eni, a Davigo. Un passaggio che sarebbe avvenuto nell’aprile 2020 per “autotutelarsi” da quella che Storari riteneva l’inerzia dei vertici della Procura di Milano nell’avviare indagini sulle dichiarazioni di Amara.

Davigo, all’epoca consigliere del Csm, avrebbe ricevuto “una proposta di incontro” da parte di Storari, “rassicurandolo di essere autorizzato a ricevere copia” dei verbali e dicendogli che “il segreto investigativo su di essi non era a lui opponibile in quanto componente del Csm”, si legge nell’imputazione riportata dall’Ansa.

Secondo l’accusa quindi Davigo sarebbe entrato “in possesso del contenuto di atti coperti da segreto investigativo”, fuori da una “procedura formale”, mentre secondo i magistrati bresciani Storari avrebbe dovuto “investire organi istituzionali competenti a risolvere questioni attinenti alla gestione dell’indagine”.

Sempre Davigo avrebbe svelato il contenuto delle carte passategli da Storari ad altri colleghi del Csm, tra cui anche il vicepresidente David Ermini che “ritenendo irricevibili quegli atti” immediatamente “distruggeva” la “documentazione”.

LA DIFESA DI STORARI – Richiesta di rinvio a giudizio che non preoccupata l’avvocato Paolo Della Sala, legale del pm di Milano Paolo Storari. “Siamo assolutamente sereni riguardo alla nostra posizione che porteremo davanti al giudice dell’udienza preliminare, confidando che la totale innocenza venga dimostrata nelle varie sedi giurisdizionali“, ha commentato all’Ansa.

Redazione