Le scintille sono partite su tasse, immigrazione, sanità e corruzione. Con toni e botta e risposta all’insegna della correttezza. Tutta un’altra storia rispetto al primo, e unico, dibattito tra i due candidati presidenti degli Stati Uniti a Cleveland (il secondo è stato annullato a causa della positività al coronavirus di Donald Trump). È andato in scena nella notte l’ultimo faccia a faccia prima del voto, a Nashville, Tennessee. È andato in onda quando 47 milioni di elettori hanno già votato via posta. Il Presidente in carica prova la rimonta sui sondaggi. Lo sfidante democratico punta a non farsi sopraffare da un comunicatore consumato.

Stile e tempi del duello li ha dettati comunque Trump: non ha mai interrotto, assertivo in diversi passaggi, ha argomentato e non parlato solo
per slogan, ha ascoltato e si è riferito allo sfidante come a “Joe”. Biden ha sempre fatto riferimento a un generico “Lui”. A moderare il dibattito Kristen Welker, della rete NBC. Tutt’altro che faziosa, come aveva lamentato Trump prima del dibattito, ha tenuto in pugno tutto il dibattito. Il colpo di scena della serata: gesto inatteso e piuttosto criticato di Biden che a un certo punto a dato uno sguardo al suo orologio, come aveva fatto anche l’ex presidente George H. W. Bush.

COVID – Joe Biden ci è andato giù duro sull’emergenza covid. Non ha risparmiato critiche al Presidente in carica. Gli Stati Uniti sono il Paese con più contagiati e morti a causa del coronavirus. “Un presidente responsabile di tante morti non può rimanere al potere – ha detto – il presidente Trump ha mentito e mente al paese, la gente sta morendo”. Biden ha dato anche una serie di soluzioni per fermare il virus: “Per aprire il paese servono misure standard, le mascherine, il rispetto del distanziamento sociale, il plexiglas ai tavoli dei ristoranti”, ha spiegato. Trump ha ribattuto, sottolineando i costi della proposta di Biden: “New York è una città fantasma, il plexiglas nei ristoranti non è la risposta, la cura non può essere peggiore del problema”. Il Presidente è tornato ad autocelebrare la sua politica di ‘contenimento’ del virus, senza riuscire tuttavia a essere convincente.

INTERFERENZE – Altro tema caldo. Per Biden qualsiasi straniero interferisca dovrebbe pagare un prezzo. Trump lo attacca di essersi fatto pagare da Mosca, anche anche attraverso gli affari del figlio che accusa di aver ricevuto 3,5 milioni di dollari dalla moglie dell’ex sindaco della capitale russa. E stupisce, mentre il presidente continua ad accusare lo sfidante anche sul piano familiare, che i toni rimangano pacati. “Non preso un penny da un’entità straniera – ha respinto il candidato democratico – tu invece hai un conto in Cina dove hai pagato tasse 50 volte superiori a quelle pagate in Usa e non hai reso note le dichiarazioni dei redditi, cosa mai c’è lì?”. Biden fa riferimento anche alle tasse non pagate per anni da Trump, come ha documentato un’inchiesta del New York Times.

SANITA’ – Biden ha messo il carico sull’Obamacare, la riforma sanitaria realizzata dall’ultima amministrazione democratica. “La sanità non è un privilegio, è un diritto”, ha detto Biden, accusando Trump di voler abolire la riforma sanitaria che ha dato la copertura assicurativa a milioni di americani e lancia la ‘Bidencare’: “una Obamacare più un opzione pubblica”, ha spiegato l’ex vicepresidente.

IMMIGRAZIONE – Nuove scintille sul tema. Trump e Biden intendono la questione da posizioni praticamente opposte. Trump si è vantato di aver fatto per gli afro-americani più di qualsiasi altro presidente. Per Biden, invece, quello attuale è “uno dei presidenti più razzisti della storia moderna”.  Un sentimento che ha alimentato e quindi reso “istituzionale”, per il democratico. Biden ha poi definito “criminale” la separazione dei bambini dai genitori immigrati al confine col Messico praticata dall’amministrazione Trump. “Non li abbiamo separati”, ha tentato di difendersi il presidente, sostenendo che i bambini sono portati dalle gang di trafficanti di persone e che le gabbie usate per tenere i clandestini furono costruite nel 2014 durante la presidenza Obama. Come ha fatto in diverse altre occasioni Trump ha fatto notare al pubblico televisivo che Biden aveva avuto otto anni per realizzare le sue politiche: “Joe, sei tutto chiacchiere e nessun fatto” è stata la conclusione del presidente in carica.

LA RESA DEI CONTI – L’ultimo faccia a faccia si è tenuto a meno di due settimane dal voto. Le elezioni si terranno martedì 3 novembre. Intanto procede il voto postale. I duelli non hanno dato ragione a Trump: troppo blanda, con frequenti picchi di negazionismo, la risposta alla pandemia da parte del Presidente. Gestione sospetta e sospettosa anche del focolaio alla Casa Bianca. Poco convincente anche nelle risposte alle discriminazioni razziali, e quindi ai casi Floyd e Blake. Biden, tuttavia, non è riuscito a “mettere a posto il bullo” come aveva anticipato in diverse occasioni. I sondaggi lo danno in netto vantaggio. Per Cnn ha vinto anche il dibattito di Nashville, con il 53% delle preferenze degli americani, contro il 39% di Trump.Lo stesso valeva per Hillary Clinton, nel 2016, e poi Trump ribaltò il risultato. Entrambi i presidenti, 74 e 78 anni, diventerebbero il più anziano dei Presidenti americani.