La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro Grecia e Italia per violazione delle norme dell’Ue a tutela dei diritti dei passeggeri. Secondo la Commissione la Grecia e l’Italia hanno adottato una legislazione che consente ai vettori di offrire voucher come unica forma di rimborso, contrariamente a quanto previsto dai regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’Ue secondo cui i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso, come appunto i voucher.

Sia la Grecia che l’Italia avrebbero adottato misure non conformi alle norme dell’Ue sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo e sui viaggi per via navigabile. Inoltre, l’Italia avrebbe adottato misure non conformi alle norme dell’Ue in materia di viaggi in autobus e diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. A causa della pandemia di coronavirus, molte aziende del settore dei trasporti hanno dovuto far fronte a flussi di cassa e situazioni di reddito insostenibili.

Durante questa crisi, la Commissione ha costantemente chiarito che i diritti dei passeggeri rimangono validi nell’attuale contesto senza precedenti e che le misure nazionali a sostegno del settore non devono ridurli.

Nei giorni scorsi i ministri Paola De Micheli (Trasporti) e Dario Franceschini (Cultura e turismo) avevano tentato una “mossa disperata” proponendo alla Commissione di reintrodurre la possibilità di scelta tra il voucher e il rimborso a partire dal 31 luglio, una proposta neanche considerata però dall’Europa. La legge che ha introdotto il voucher come unica forma di rimborso, la 27 del 2020 che ha trasformato in legge il decreto ‘Cura Italia’, viola infatti apertamente il regolamento comunitario.