L’ultimo dossier di Legambiente Campania ha collocato il comune di Pozzuoli, tra quelli con più di 50.000 abitanti, come quello che gestisce meglio la raccolta dei rifiuti. La città flegrea ospita 80.851 abitanti e lo scorso anno ha prodotto il 73,98 per cento di raccolta indifferenziata. Un risultato importante per un territorio così grande e che oltre i residenti accoglie ogni anno migliaia di turisti.

Sindaco, come siete arrivati a questo risultato?
«È innanzitutto merito dei cittadini che si sono impegnati moltissimo e hanno seguito le regole dettate dalla nostra amministrazione che ha individuato come priorità la gestione dei rifiuti. La nostra comunità nel 2010 ha vissuto momenti drammatici legati all’emergenza rifiuti, da lì la consapevolezza dell’importanza di adottare comportamenti responsabili. Poi noi istituzione, abbiamo fatto la nostra parte.

Come avete agito?
«Abbiamo parlato tantissimo con le persone, spiegando loro tutto ciò che andava fatto e soprattutto i vantaggi che anche loro avrebbero avuto. Oggi dopo quattro anni dall’inizio della nostro impegno nella gestione dei rifiuti i risultati ci sono: la città è pulita e gli abitanti pagano di meno. La tassa sui rifiuti costa circa 100 euro in meno rispetto agli anni scorsi. Il dialogo è stato fondamentale ma lo sono state anche le misure che abbiamo messo in campo».

Ne elenca qualcuna?
«Abbiamo creato un sistema di raccolta dei rifiuti molto efficiente, un modello nuovo: la raccolta del multimateriale viene fatta ogni giorno della settimana mentre un giorno è dedicato solo all’indifferenziata. Controlli puntuali e all’occorrenza multe per chi non rispettava le regole. Queste sono alcune delle misure che hanno dato buoni risultati. Ma la strada è lunga, si può e si deve migliorare. Poi bisogna lavorare anche sui problemi enormi che non dipendono dall’amministrazione comunale».

A cosa si riferisce?
«All’assenza di piattaforme per il trattamento dei rifiuti organici sul territorio. La Regione deve investire negli impianti. Pozzuoli produce circa il 40 per cento di rifiuti umidi all’anno. Diretta conseguenza dalla grande attività ristorativa e dalla presenza di decine di pub, bar e locali dedicati alla movida. Gli imprenditori si impegnano a differenziare e a raccogliere correttamente i rifiuti ma non abbiamo modo di smaltirli qui. La maggior parte viene esportata in Puglia e a Udine, questo richiede dei costi elevatissimi che poi pesano sulle tasche dei cittadini. Nel frattempo noi conitnuiamo a impegnarci».

La vostra strategia è vincente, ma il modello Pozzuoli può essere replicato?
«Assolutamente si. Può essere adottatto da tutte le amministrazioni del territorio. Ma ci vuole impegno, fatica, dedizione e amore per la propria terra. Serve un lavoro di squadra e una collaborazione costante tra dirigenti, funzionari e cittadini. Solo così si possono ottenere risultati importanti».