Per mesi di zona rossa, gialla e arancione non se n’è parlato più. Ma ora l’immagine dello stivale diviso in zone di colore torna a balzare alla memoria e potrebbe diventare realtà già da lunedì per qualche regione. Ma cosa succede quando una regione passa dalla zona bianca a quella colorata? Il sistema del cambio di colore resta quello varato a seconda degli indicatori di rischio: incidenza dei contagi, tasso di occupazione di terapie intensive e ricoveri ordinari.

Cambia invece l’imposizione dei relativi divieti e restrizioni che varranno solo per i non vaccinati in zona bianca, gialla e arancione. Se invece qualche regione dovesse finire in rosso, le chiusure e le restrizioni varrebbero per tutti. In sostanza a cambiare di molto è la situazione di chi continua a rifiutare il vaccino anche in zona bianca: non potranno accedere a bar e ristoranti al chiuso, palestre, cinema, teatri, stadi, discoteche, spettacoli e cerimonie. Nessuna chiusura è invece prevista per gli esercizi commerciali. La mascherina resta un obbligo anche all’aperto solo in zona gialla, arancione e rossa.

I parametri per il cambio di colore restano invariati: entreranno in fascia gialla con 50 casi settimanali per 100 mila abitanti, con il 15% di posti letto occupati nei reparti Covid, e il 10% di posti letto occupati nelle terapie intensive. Si entra invece in fascia arancione con 150 casi ogni 100mila abitanti, il 30% di posti letto occupati nei reparti Covid e il 20% di posti letto occupati in terapia intensiva. Mentre le regioni entreranno in fascia rossa se avranno più di 150 casi per 100mila abitanti, il 40% dei posti letto occupati nei reparti Covid e il 30% dei posti letto occupati in terapia intensiva.

Alcune regioni rischiano di colorarsi già nei prossimi giorni. La situazione più critica è in Friuli Venezia Giulia, con il 18% dei posti letto occupati nei reparti Covid e con il 15% nei reparti di terapia intensiva. Friuli Venezia Giulia che da lunedì entra in zona gialla e il governo, d’intesa con la Regione guidata dal presidente Massimiliano Fedriga, ha deciso di anticipare il decreto che nel resto d’Italia entrerà in vigore il 6 dicembre: dall’inizio della prossima settimana, dunque, in Fvg scatteranno i divieti per i no vax. Da quanto si è apprese, sarebbe stato il Governo d’intesa con la Regione abbia optato per questa soluzione.
In 18 Province si contano oltre 150 casi Covid per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forli’-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160). Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 17-23 novembre 2021. “Quando l’incidenza supera i 150 casi per 100mila abitanti – commenta Nino Cartabellotta, presidente Gimbe- gli amministratori devono decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione”.

Senza entrare nel merito della ‘composizione’ del pacchetto delle nuove misure previste dal Governo per far fronte all’aumento dei contagi da Sars-Cov-2, “e’ bene tenere a mente le lezioni imparate in 20 mesi di pandemia”, ricorda il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Innanzitutto, spiega, “cosi’ come l’allentamento delle misure restrittive deve essere graduale, la loro re-introduzione deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus”. In secondo luogo, aggiunge Cartabellotta, “e’ opportuno che le misure entrino in vigore in tutte le Regioni perche’ le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l’assistenza ospedaliera per i malati non Covid e di aumentare la mortalita’ per quelli Covid”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.