Una Regione che da lunedì 29 novembre tornerà in zona Gialla, un paio che hanno sfiorato il ritorno alle restrizioni in base ai parametri decisi dal governo. Tra poco meno di 72 ore la mappa dell’Italia, da mesi completamente bianca, vedrà fare capolino il giallo: il Friuli Venezia Giulia guidato da Massimiliano Fedriga, anche presidente della Conferenza delle Regioni, dovrà fare i conti col ritorno in zona gialla.

L’ordinanza sarà firmata oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza alla luce dei dati provenienti dalla Regione: l’incidenza dei nuovi casi è di 346,4 ogni 100 mila abitanti, le terapie intensive sono occupate al 16% mentre l’occupazione dei posti in area medica è al 19,5 per cento.

Il Friuli sfora quindi tutti e tre i parametri decisi dall’esecutivo per il passaggio in zona gialla, ovvero: oltre 50 nuovi casi settimanali per 100mila abitanti, occupazione dei posti in area medica supera il 15% di quelli disponibili e in terapia intensiva al 10%.

CHI SI SALVA – A salvarsi per il rotto della cuffia dal passaggio in zona gialla è invece la provincia autonoma di Bolzano. Aumentando in extremis i posti letto in terapia intensiva la PA ha infatti abbassato il tasso di occupazione: gli altri due parametri erano stati già ampiamente sforati con incidenza di 458,9 casi su 100mila abitanti e posti letto di area medica occupati per il 16,2 per cento.

Sfora due parametri su tre anche la Regione Marche: sono 150 i nuovi casi settimanali per 100mila abitanti e le terapie intensive occupate sono ormai l’11% (sopra il 10% stabilito come tetto), mentre l’area medica ‘salva’ la Regione guidata da Francesco Acquaroli con i ricoveri ordinari ancora al 7,5%.

Nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità un occhio di riguardo è ‘dedicato’ al Veneto, unica regione a “rischio elevato” dove l’incidenza è di 226,1 casi ogni 100 mila abitanti.

IL MONITORAGGIO SETTIMANALE – Aumenta il tasso di occupazione di posti in terapia intensiva in Italia per casi di Covid-19: è al 6,2% rispetto al 5,3% dell’ultima rilevazione. Lo riporta l’Iss nel suo bollettino settimanale. Sale anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale: all’8,1% rispetto al 7,1%.  Una regione italiana risulta classificata a rischio alto, il Veneto, 18 a rischio moderato. Tra queste, una regione è ad alta probabilità di progressione a rischio alto.

L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 125 casi per 100mila abitanti rispetto ai 98 per 100mila abitanti della settimana precedente. Nel periodo 3 novembre – 16 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,23 (range 1,15 – 1,30), stabile rispetto alla settimana precedente e al di sopra della soglia epidemica. É in leggero aumento e sopra la soglia epidemica l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero a 1,15 rispetto a 1,09 dell’ultima rilevazione.

Sono in forte aumento in Italia il numero di nuovi casi di covid non associati a catene di trasmissione (23.971 rispetto a 15.773 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile al 34%. È stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi al 45%, come anche la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening al 21%.

INGRESSO VIETATO DA 7 PAESI AFRICANI – Il ministro della Salute Roberto Speranza intanto firmato un’ordinanza che vieta l’ingresso in Italia da Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini, a seguito della scoperta di una nuova variante Covid che eluderebbe gli attuali vaccini.“I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante B.1.1.529. Nel frattempo seguiamo la strada della massima precauzione”, spiega il ministro. In precedenza il ministro della Salute britannico aveva annunciato che dalle 12 di venerdì saranno vietati i voli da gli stessi sei paesi africani.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.